Presso: Comunità del Paradiso, via Cattaneo 7, Bergamo
Relatore: prof. Paolo Sabbioni, Professore associato di istituzioni di diritto pubblico, Università Cattolica di Milano, già Sindaco di Melzo
Dalla visione costituzionale alla pratica amministrativa: come i Comuni possono essere costruttori di pace. Un focus su comportamenti e decisioni quotidiane che danno forma al bene comune. Un’occasione per riflettere su una politica locale capace di generare pace.
A seguire: racconto di esperienze significative e laboratori sul tema della pace e delle amministrazioni.
Giovanni Moro, Sapienza Università di Roma Francesca Biondi Dal Monte, Scuola Superiore Sant’Anna Modera Bouchra Gzouly, co-referente del servizio di mediazione interculturale della Cooperativa Impresa Sociale Ruah e vice presidente dell’Associazione Alternativa.
Presso: Fondazione Serughetti La Porta
In Italia vivono oggi più di un milione di minorenni che non sono cittadini/e italiani/e, anche se molti/e di loro sono nati/e in Italia e tutti/e vanno a scuola e sono perfettamente integrati/e con bambini/e e ragazzi/e italiani. In vista del referendum dell’8 e 9 giugno che punta a ridurre gli anni di residenza legale in Italia per potere accedere alla cittadinanza, abbiamo chiesto al sociologo Giovanni Moro e alla giurista Francesca Biondi Dal Monte, di illustrare le questioni sottese a questo tema e discutere con noi gli effetti che politiche restrittive al riguardo possono generare nella società. Bouchra Gzouly moderatrice dell’incontro ci presenterà anche il suo punto di vista.
Simone Malavolti, storico Anna Lorenzetti, Università di Bergamo
Presso: Fondazione Serughetti La Porta
L’incontro è dedicato alla memoria di Alex Langer che sarà ricordato da Gabriele Colleoni, già assistente di Langer al Parlamento Europeo
L’11 luglio 1995, nel corso della guerra nella ex-Jugoslavia, le truppe del generale Mladic uccisero a sangue freddo più di 8.000 civili in quello che sarebbe rimasto nella memoria collettiva come uno dei peggiori massacri della recente storia europea. A trent’anni di distanza da quel terribile evento abbiamo chiesto allo storico Simone Malavolti e alla costituzionalista Anna Lorenzetti di tornare a riflettere su ciò che è avvenuto allora e sui possibili percorsi collettivi di rimarginazione delle ferite delle comunità colpite dalla violenza.
con Veronica Dini, avvocatessa ambientale Margherita Romanelli, Responsabile policy, advocacy e programmi europei di WeWorld
Presso: Fondazione Serughetti La Porta
Promosso da Fondazione Serughetti La Porta – ResQ People saving people, Equipaggio di Terra Bergamo – Legambiente Bergamo
Il progetto Le Rotte del Clima, entro cui si colloca questa pubblicazione, è promosso dal Centro Studi Systasis assieme a un vasto partenariato multidisciplinare ed è stato realizzato attraverso il finanziamento di Fondazione Cariplo, con l’obiettivo di approfondire la complessità del fenomeno legato alle migrazioni climatiche e ambientali. Il progetto ha promosso, tra le diverse attività, un lavoro di raccolta dati che ha coinvolto direttamente le persone migranti, al fine di aumentare in queste ultime la consapevolezza della condizione di migrante ambientale/climatico e di promuoverne una maggiore tutela.
Profilo relatrici
Veronica Dini è avvocatessa ambientale. È co-fondatrice del Centro Studi Systasis (capofila del progetto Le rotte del clima) e membro della Rete Legalità per il clima. Si occupa, sotto il profilo penale, civile e amministrativo, di diritto e tutela dell’ambiente, governo del territorio, rapporto tra ambiente e salute, diritto al clima sicuro, cambiamento climatico, climate mitigation, diritti umani, tutela dei popoli indigeni. È titolare dello studio legale omonimo e, dal 2021, dello Studio Legale Dini-Saltalamacchia.
Margherita Romanelli è responsabile dell’azione di Advocacy presso istituzioni nazionali ed internazionali, della Pianificazione strategica e dei Partenariati dei programmi domestici e di awareness per WeWorld. Esperta in cooperazione internazionale sui temi della giustizia sociale e ambientale, migrazione, parità di genere, business e diritti umani di cui si è occupata con interventi diretti in Italia e all’estero, ha una laurea in Economia conseguita all’Università di Bologna e un Master in Riduzione della povertà politiche e pratiche presso la SOAS – Università di Londra. Autrice e curatrice di articoli e rapporti sulla migrazione climatica e ambientale e sullo sfruttamento dei migranti in Italia e nei paesi terzi, è co-portavoce della campagna Impresa2030 – Diamoci una regolata. E’ autrice del documento di sintesi della ricerca e delle raccomandazioni “Piste d’azione e indicazioni di policy per la protezione delle persone indotte a migrare per fattori climatico-ambientali”
Benedetta Tobagi presenta il libro, edito da Laterza nel 2024 in dialogo con Corrado Del Bò, direttore del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Bergamo
Presso: Spazio Incontri Fiera dei Librai Cortile Biblioteca Caversazzi Prenotazione obbligatoria al seguente link
Secondo un luogo comune diffuso, le stragi che hanno insanguinato l’Italia repubblicana sono piene di misteri ed è dunque ormai impossibile dissipare la coltre di nebbia che le avvolge. Benedetta Tobagi prova nel suo libro, che discuterà il 28 aprile alla Fiera dei Librai con il direttore di Giurisprudenza dell’Università di Bergamo Corrado Del Bò, a smontare questo luogo comune, mostrando come in non pochi casi, anche se non sempre è stato possibile punire i colpevoli, si sia potuto raggiungere un affidabile quadro di certezza storica su contesto, mandanti ed esecutori.
Libri sulla pace e nonviolenza alla Fiera dei Librai di Bergamo
In un mondo sempre più caotico, spersonalizzato, frenetico, disumano bisogna fermarsi a riflettere e cercare il senso profondo delle cose. I libri spesso svolgono questa funzione, quella di suggerire una direzione.
In un’epoca di conflitti abbiamo bisogno dei libri per la pace e la nonviolenza: che ci consiglino, che ci guidino, che ci ispirino verso un mondo con al centro l’essere umano, le sue idee, i suoi sentimenti e le sue azioni.
Si tratta di un cammino permanente verso un’altra visione del mondo con al centro le persone, la solidarietà, il dialogo, la diversità, la convergenza, i diritti umani, l’ambiente.
La cultura della nonviolenza, l’abolizione della guerra e delle armi nucleari, l’aspirazione alla pace sono questioni cardine per passare dall’attuale preistoria a una storia pienamente umana.
EireneFest, il Festival del Libro per la Pace e la Nonviolenza, è nato a Roma nel 2022 come evento nazionale e negli anni successivi è stato affiancato da una rete di edizioni locali. Quest’anno si tiene il primo EireneFest a Bergamo. Vuole essere un’occasione preziosa di approfondimento, confronto, creazione di relazioni tra le persone e le realtà sociali.
Un gruppo di associazioni bergamasche per costituzione o per scelta impegnate nella costruzione della pace e nella difesa dei diritti, che ha promosso la Scuola popolare di nonviolenza, ha aderito anche alla proposta di realizzare a Bergamo l’edizione locale di EireneFest.
Si è scelto di evitare di rinchiudersi nella cerchia degli addetti ai lavori, chiedendo la collaborazione del gruppo di librerie indipendenti che da 66 anni organizzano la Fiera dei Librai, realizzata sul centralissimo “Sentierone” di Bergamo.
La Fiera è organizzata a isole dedicate alle diverse tematiche: narrativa, saggistica, editoria locale, storia, scienze, letteratura per ragazzi e così via. In questa edizione si aggiunge un’area dedicata ai libri sulla pace e sulla nonviolenza.
Anche tra le presentazioni di libri è stata organizzata una sezione sul tema dell’educazione alla pace e alla nonviolenza con novità editoriali e di riflessione, caratterizzate dal logo di EireneFest.
ACLI provinciali Bergamo, ANPI provinciale Bergamo, Assessorato all’educazione alla legalità, intercultura, pace del Comune di Bergamo, Associazione italiana amici di Neve Shalom Wahat al-Salam, Associazione Mutuo Soccorso, Associazione Servas Porte Aperte, Caritas diocesana Bergamasca, Comunità di San Fermo, Confcooperative Bergamo, Coordinamento provinciale bergamasco Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, Fondazione Serughetti La Porta, InConTra ETS Centro di Giustizia riparativa e mediazione umanistica, Libera – coordinamento provinciale, Oltre – spazio aperto e solidale, Punto Pace Pax Christi, Rete Pace e disarmo – Bergamo, Ufficio per la Pastorale sociale e del lavoro, Diocesi di Bergamo.
Intervengono Barbara Pezzini, portavoce del Comitato Bergamasco per la difesa della Costituzione e costituzionalista dell’Università di Bergamo Maurizio Romanelli, procuratore della Repubblica di Bergamo Carlo Foglieni, Presidente nazionale AIGA
Presenta il libro uno degli autori Armando Spataro, ex magistrato e giurista Modera e Coordina Laura Cocucci, referente locale AreaDG
Le proposte di riforma della Costituzione e l’incidenza sugli equilibri tra i poteri dello Stato. Quale incidenza sull’assetto del potere giudiziario? Quali scenari per l’indipendenza della magistratura? Quali vantaggi per il cittadino? La Costituzione garantisce l’indipendenza della magistratura che deve attuare l’effettiva tutela dei diritti inviolabili dell’uomo contro l’arbitrio del potere. Gli autori di “Loro dicono, noi diciamo” spiegano perché le riforme proposte violano tre principi cardine della Costituzione: la partecipazione democratica, l’indipendenza della magistratura e l’uguaglianza tra i cittadini.
Fondazione Serughetti Centro la Porta con Mario Schermi, autore del libro in dialogo con Anna Lorenzetti, docente di Diritto Costituzionale presso l’Università di Bergamo e Ivo Lizzola, pedagogista.
La cura della giustizia è affidata a una molteplicità di istituzioni e professionisti – forze dell’ordine, magistrati, avvocati, operatori psico-socio-educativi – che, talvolta intrappolati nella propria specializzazione, non colgono il lavoro della giustizia nella sua complessità e ne smarriscono sensi e occasioni. Per evitare la frammentazione degli interventi specialistici e quindi la loro scarsa efficacia, è necessaria una collaborazione tra i vari attori nel perseguire un risultato corale. Attraverso numerose esperienze di reinserimento sociale, inclusione e comunità, Mario Schermi indaga la genealogia e la composizione della convivenza civile, con l’auspicio che l’attenzione per coloro che sono toccati dall’ingiustizia si traduca in nuovi legami sociali. Perché una società civile non può prescindere dalla dignità degli individui e dal valore del giusto.
Profilo autore
Mario Schermi è formatore della Direzione generale della formazione al Ministero della Giustizia. È professore a contratto di Pedagogia generale e sociale, di Metodologia della ricerca pedagogica e di Sociologia dei processi culturali e comunicativi alle Università di Messina, Catania, Chieti e Bergamo. È stato responsabile della LUdE, Libera Università dell’Educare. È autore di diversi articoli e saggi, tra cui Crescere alle mafie. Per una decostruzione della pedagogia mafiosa (FrancoAngeli, 2016) e Il lavoro dell’educare.Lungo il cammino del crescere umani (Edizioni del Rosone, 2024).
Fondazione Serughetti Centro la Porta Anna Scattigno, Società Italiana delle Storiche
Nel ripercorrere il rapporto tra le donne e la fede in Italia dagli inizi del Novecento ad oggi, il valore dell’istruzione e della libertà, l’impegno per l’affermazione dei diritti femminili, l’aspirazione a un rinnovamento della Chiesa, della teologia e della vita cristiana sono significativi punti di snodo e di cambiamento. Il confronto con il femminismo ha segnato in profondità i modi dell’esperienza religiosa femminile, il personale cammino di fede e il tormentato rapporto tra le donne e il magistero ecclesiastico. Parole chiave: militanza, obbedienza, dissenso, teologia femminista.
Bibliografia
Fulvio de Giorgi, Il modernismo femminile in Italia, Brescia, Morcelliana, 2023.
Letizia Tomassone, Donne di parola. Pastore, diacone e predicatrici nel protestantesimo italiano, Firenze, Nerbini, 2020.
Liviana Gazzetta, Cattoliche durante il fascismo. Ordine sociale e organizzazioni femminili nelle Venezie, Roma, Viella, 2011.
Paola Gaiotti de Biase, Passare la mano. Memorie di una donna dal Novecento incompiuto, Roma, Viella, 2010.
Fondazione Serughetti La Porta con Marcello Flores, storico e Gabriele Della Morte insegna Diritto internazionale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica di Milano
PROFILI RELATORI E RELATRICI
Marcello Flores ha insegnato Storia contemporanea e Storia comparata presso l’Università di Siena, dove ha diretto anche il Master europeo in “Human Rights and Genocide Studies”. Ha dedicato le sue ricerche storiche ai totalitarismi e ai genocidi ed è noto per i lavori del comitato scientifico-editoriale “Storia della Shoah. La crisi dell’Europa, lo sterminio degli ebrei e la memoria del XX secolo”.
Ha curato per UTET l’opera in sei volumi Diritti umani. I diritti e la dignità della persona nell’epoca della globalizzazione, Torino, 2007 e nel 2008 ha pubblicato con Il Mulino il volume Storia dei diritti umani
Tra le sue numerose pubblicazioni si citano solo alcune tra le più recenti:
La forza del mito. La rivoluzione russa e il miraggio del socialismo, Feltrinelli, Milano, 2017
Il secolo del tradimento. Da Mata Hari a Snowden 1914-2014, Il Mulino, Bologna, 2017
1968. Un anno spartiacque (con G. Gozzini), Il Mulino, Bologna, 2018
Storia della Resistenza, (con Mimmo Franzinelli), Laterza, Bari, 2019,
Il vento della rivoluzione. La nascita del Partito comunista italiano (con Giovanni Gozzini), Laterza, Bari, 2021
Il genocidio, Il Mulino, Bologna, 2021
Perchè il fascismo è nato in Italia (con G. Gozzini), Laterza, Bari, 2022
Gabriele Della Morte insegna Diritto internazionale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica di Milano. Avvocato iscritto nelle liste speciali degli abilitati a patrocinare davanti la Corte penale internazionale, è Giudice presso l’Allied Command Operations Mission Appeals Tribunal (ACO – MAT).
È autore di:
Big data e protezione internazionale dei diritti umani. Regole e conflitti, Editorialescientifica, Napoli, 2018 Le Amnistie nel diritto internazionale, Cedam, Padova, 2011.
A cura di (con G. Carlizzi, S. Laurenti, e A. Marchesi), La Corte penale internazionale: problemi e prospettive, Vivarium, Napoli, 2003, pp. 1-604.
Fondazione Serughetti Centro la Porta Laura Schettini, Università di Padova
Si intende ricostruire e discutere il posto speciale che la sessualità ha avuto nella storia delle donne nel lungo secondo dopoguerra a partire da due nodi: aborto e violenza di genere. Se da una parte, infatti, le dimensioni e la disciplina di questi due fenomeni hanno giocato un ruolo fondamentale nella costruzione della subalternità delle donne e del controllo maschile sui loro corpi, dall’altra la battaglia per riformare il diritto in materia è stata una straordinaria occasione per mettere al centro del dibattito pubblico e della politica il tema dell’autodeterminazione, della libertà, della salute delle donne.
Bibliografia
Alessandra Gissi, Paola Stelliferi, Aborto. Una storia, Roma, Carocci, 2023.
Nadia Maria Filippini, «Mai più sole» contro la violenza sessuale. Una pagina storica del femminismo degli anni Settanta, Roma, Viella, 2022.
Fiammetta Balestracci, La sessualità degli italiani. Politiche, consumi e culture dal 1945 ad oggi, Roma, Carocci, 2020.
Laura Schettini, La violenza maschile contro le donne, in Storia delle donne nell’Italia contemporanea, a cura di Silvia Salvatici, Roma, Carocci, 2022, pp. 135-161.
Continuità e discontinuità dello stato dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943
L’8 settembre 1943, alle 19,42, il Presidente del Consiglio Badoglio annuncia alla radio la sottoscrizione dell’armistizio fra l’Italia e le forze dell’ alleanza anglo-americana. L’8 settembre è stato ricordato, nel corso degli anni, come una fine – la data della “morte dello Stato” o “della Patria”, dello “Stato in fuga”, del “tutti a casa” – o, all’opposto, come la possibilità di un nuovo inizio. Il dialogo tra Giorgio Ridolfi, filosofo del diritto, e Alessandra Tarquini, storica contemporaneista, propone una riflessione su come l’8 settembre abbia contribuito a definire la storia e la memoria dello Stato italiano dopo la Seconda guerra mondiale.