Disarmo culturale e nuova innocenza

Ai nostri giorni è sempre più pressante la necessità di un “disarmo culturale”, espressione con la quale il filosofo richiama la necessità del dialogo interculturale per porre la basi di una vera conciliazione tra i popoli. A fondamento della pacificazione delle culture Panikkar rinviene una costituzione triadica costituita da armonia, libertà e giustizia. Sarebbe infatti utopistico tendere a un disarmo degli armamenti senza nel contempo puntare a un disarmo culturale, il che richiede l’introduzione di una nuova scala di valori e una nuova antropologia, dunque una critica della cultura tecnocratica oggi dominante. Con l’anelito alla costruzione di un mondo più pacifico emerge così sempre più nitidamente uno dei miti interculturali unificanti dei nostri tempi.

Noi vorremmo piuttosto sostenere che la pace è il vero traguardo della vita umana. Essa non può essere messa sullo stesso piano dell’ordine esterno. Essa non può funzionare a favore di uno e non di tutti gli altri; è una realtà cosmica e antropologica e non soltanto politica. Dobbiamo smettere di considerare la pace come il frutto di una civiltà o di uno sviluppo tecnologico. La violenza nasce dalla non equità di potere. Le civiltà sono state costruite sul potere e lo scatenarsi della loro violenza si è tramutato in guerra e marasma. Sinora il sistema ha funzionato in questo modo. Tuttavia ora che abbiamo toccato i limiti di questo stato di cose nel mondo post-Hiroshima, questo sistema non funziona più. La situazione ci ripropone la questione della vera natura dell’uomo e della civiltà. La pace non può essere costruita sui valori dei vincitori. Il problema della pace scuote i fondamenti dell’uomo, della società e della realtà stessa. (Raimon Panikkar, Pace e disarmo culturale, pp. 18-19)

Dice Panikkar:« È difficile vivere senza pace esteriore, ma è impossibile vivere senza pace interiore». 
Questa consapevolezza e accoglienza del conflitto come luogo privilegiato per “fare la pace”, “operare la pace”, richiede prima di tutto che si riconosca che non si dà soluzione di continuità tra i conflitti esteriori e quelli interiori. Partendo dal presupposto che “la pace non si ottiene con un trattato, proprio come l’amore non si conquista con un decreto” perché “c’è qualcosa nella natura della pace, così come in quella dell’amore, che non obbedisce ad alcun ordine” Panikkar ci ricorda che “solo la riconciliazione porta alla pace” e il dialogo è l’unica via possibile alla riconciliazione: “non un dialogo per giungere a una soluzione, ma un dialogo per essere, perché io non sono senza l’altro”. E conclude: si vis pacem, para te ipsum (se vuoi la pace, prepara te stesso).

RELATORE

Federico Battistutta è un saggista e ricercatore indipendente nel campo del religioso contemporaneo e rivolge il suo interesse principalmente verso alcune aree di frontiera (spiritualità secolare, ecospiritualità, misticopolitica, dialogo interreligioso e interculturale, stati di coscienza).
È stato coordinatore della comunità di ricerca ‘libero spirito’ e ha diretto il trimestrale “La Stella del Mattino – laboratorio per il dialogo religioso”.
Collabora con diverse riviste di settore italiane e straniere, e ha scritto alcuni saggi. Il suo ultimo lavoro è Misticopolitica. Orizzonti della spiritualità post-religiosa (2022).

LA PHILOSOPHIA PACIS E L’IMPEGNO PER LA PACE _ F. Manara

LA NONVIOLENZA SI IMPARA (da Azione Nonviolenta 1995)


Per approfondire:
Articolo di Ivo Lizzola, Una forza che dà vita. L’eredità di Fulvio Manara
https://labarcaeilmare.it/rubriche/una-forza-che-da-vita-leredita-di-fulvio-manara/

Un profilo più ampio di Fulvio Manara a cura di Ivo Lizzola si trova sul libro Artigiani di pace. Dodici storie coraggiose… (Moltefedi)
https://www.moltefedi.it/news/artigiani-di-pace-il-nuovo-libro-di-moltefedi.html

Dal nostro archivio:
LA NONVIOLENZA COME SCELTA DI VITA
in ricordo di Fulvio Manara
Roberto Mancini – Ivo Lizzola – Paolo Vitali
16.05.2016
https://www.laportabergamo.it/iniziative/la-nonviolenza-come-scelta-di-vita-in-ricordo-di-fulvio-manara-mancini-roberto-2516/

L’incontro si inserisce in una serie di iniziative che si svolgeranno nella settimana del 13-19 aprile 2026, con il coordinamento della Comunità di ricerca filosofica. Sono previsti eventi, laboratori e convegni in diverse sedi, tra cui biblioteche e istituti scolastici.

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Data

17 Apr 2026

Ora

21:00

Luogo

La Porta
v.le Papa Giovanni XXIII 30 Bergamo

Fondazione Serughetti Centro studi e documentazione

Organizzatore

LA PORTA
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Email
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