Europa a mano armata

Paolo Maranzano, ricercatore di Statistica Economica, Università Milano-Bicocca; Fondazione Eni
Enrico Mattei Futura D’Aprile, giornalista freelance e ricercatrice

Quale è la parte più preoccupante della nuova corsa agli armamenti che sta travolgendo l’Europa e
le sue istituzioni? Probabilmente è che il riarmo europeo del 2026 è disordinato e insostenibile
(sotto troppi punti di vista).
Disordinato perché volendo soddisfare tutte le anime che la compongono, l’Europa sta procedendo in maniera frammentata e poco lungimirante, favorendo accordi tra gruppetti di paesi che entrano in competizione per la tecnologia e le risorse da investire.
Insostenibile perché volersi riarmare oggi significa sacrificare una parte rilevante del welfare state e dei diritti sociali che a fatica le società Europee hanno faticosamente mantenuto finora per finanziare un nuovo “warfare state” distruttivo e senza reali benefici per le persone, l’ambiente e il progresso sociale.

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Data

26 Mar 2026

Ora

21:00

Luogo

La Porta
v.le Papa Giovanni XXIII 30 Bergamo

Fondazione Serughetti Centro studi e documentazione

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LA PORTA
Telefono
035 219230
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Relatori

  • Enrico Mattei Futura D’Aprile
  • Maranzano Paolo

    Ricercatore di Statistica Economica presso il Dipartimento di Economia, Management e Statistica dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca e Ricercatore associato presso la Fondazione Eni Enrico Mattei (FEEM) di Milano. I suoi interessi di ricerca si concentrano su statistica e macroeconometria ambientale, energetica e socio-economica e analisi di impatto degli interventi pubblici. È stato visiting researcher presso centri di ricerca internazionali, tra cui Harvard University (USA), Leibniz University di Hannover (Germania) e Universidade de Aveiro (Portogallo).