Domande a Giobbe
Il male, il dolore, la giustizia
Sabato 28 Novembre dalle ore 10.00 alle ore 17.00
Presso: L’abbazia di San Paolo d’Argon. Via del Convento, 1
Da secoli il libro di Giobbe viene interrogato non soltanto dai credenti ma da chiunque si riconosce in quel grido di dolore. Giobbe vede andare in pezzi i suoi beni, le sue relazioni, il suo stesso corpo. Vede crollare la fiducia nella giustizia divina, nella legge che dà forma ordinata e armonica alla convivenza umana, nella garanzia che il male non prevarrà.
Nel libro il male ci si presenta come uno scandalo teologico e umano, una pietra d’inciampo che mal sopporta disquisizioni teoriche; il male si incarna in un’esperienza diretta e particolare, accade in un corpo, perché l’esperienza del dolore non è mai generale ma sempre contingente, unica. Eppure in quell’esperienza ognuno, ognuna può identificarsi.
Giobbe non si rassegna passivamente alla sua sventura, pone domande radicali: non chiede risarcimenti, vendetta e forse neppure giustizia, chiede perché la violenza si accanisce sull’innocente. Chiede di capire, di trovare un senso. È, la sua, una forma di resistenza; vuole parlare faccia a faccia con Dio, che è il suo interlocutore, vuole parlare a Dio, non di Dio.
Vogliamo a nostra volta interrogare il libro di Giobbe, in questo tempo affollato di Giobbe seduti su cumuli di polvere e macerie, consapevoli del fatto che forse nessun sapere e nessuna interpretazione può salvarci dall’eccesso del male ma che possiamo provare a renderlo raccontabile e leggibile; e possiamo farlo insieme, persone con diverse sensibilità e provenienze culturali, persone credenti o che non si riconoscono in una fede religiosa.
Abbiamo scelto la forma di incontro seminariale perché di fronte a domande necessarie ed esigenti abbiamo bisogno di tempi distesi e spazi dedicati di riflessione e confronto. Abbiamo bisogno di uno sguardo aperto e plurale, di approcci diversificati che ci aiutino ad addentrarci nella complessità del libro, ad esplorarne alcune riletture, ad attraversare attuali contesti di male e dolore in cui gli interrogativi di Giobbe trovano nuove declinazioni ma soprattutto chiedono di essere ascoltati e accolti.
L’incontro è promosso dalla Fondazione Serughetti la Porta con l’adesione dell’Associazione Noesis.
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PROGRAMMA
ore 10.00
-Lettura esegetico biblica del libro di Giobbe
STEFANO MAZZONI biblista
-Giobbe nel pensiero ebraico del Novecento: Yeshayahu Leibowitz e Joseph Soloveitchik
MASSIMO GIULIANI docente di Pensiero ebraico, Università di Trento
Dibattito
Ore 13 pranzo
Ore 14.30
-Riscritture contemporanee del libro di Giobbe
CRISTINA FRESCURA biblista e comparatista
-Attraversare e trasformare il male e il dolore
MARIA INGLESE psichiatra e psicoterapeuta
Dibattito e conclusioni
È previsto un contributo di partecipazione comprensivo del pasto in Abbazia:
30 €
25 € per tesserati/tesserate La Porta e Noesis
15 € under 25
Il versamento va effettuato:
-tramite bonifico sul c/corrente di Banca Etica intestato alla Fondazione
IBAN: IT07R0501811100000012459772
specificando nella causale: nome, cognome, seminario Giobbe
-eccezionalmente in contanti presso la sede del seminario il 28 novembre
Inquadra il QR code oppure CLICCA QUI per compilare il modulo di iscrizione.
Iscrizione obbligatoria entro il 21 Novembre.

PROFILO RELATORI E RELATRICI
Stefano Mazzoni è frate dell’Ordine dei Servi di Maria, socio ordinario dell’Associazione Biblica Italiana e docente di materie bibliche presso la Pontificia Facoltà Teologica Marianum e la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale. Collabora con il progetto della traduzione interlineare della Bibbia Ebraica delle Edizioni San Paolo, per il quale ha realizzato la traduzione di Salmi, Isaia, Giobbe, Proverbi, Ezechiele, Geremia, 1-2Samuele, 1-2Re e curato l’edizione di Giosuè-Giudici. Oltre a numerosi articoli biblici di taglio divulgativo su diverse riviste, ha pubblicato con Cittadella Editrice la monografia L’amore fedele di Dio si fa storia. Studio esegetico-teologico del Sal 136 (2011) e con San Paolo il commento a Giobbe nella collana Nuova Versione della Bibbia dai Testi Antichi (2020).
Massimo Giuliani insegna Pensiero ebraico nelle università di Trento e di Urbino, nonché Filosofia ebraica nel corso di studi dell’Unione delle comunità ebraiche italiane (UCEI) a Roma. Ha conseguito il PhD all’Università ebraica di Gerusalemme. Studioso dell’ebraismo moderno e contemporaneo, nonché del rapporto tra filosofia e pensiero ebraico, ha approfondito i temi legati alla Shoah, il giudaismo conservative americano e il dialogo ebraico-cristiano, non mancando di svolgere attività di comunicazione pubblica anche su quotidiani e riviste. Ha ideato e dirige la rivista «Avinu» per il dialogo ebraico-cristiano, edita da Castelvecchi. Collabora con diversi siti dell’ebraismo italiano e con le pagine culturali del quotidiano «Avvenire». Tra i suoi libri: La giustizia seguirai. Etica e halakhà nel pensiero rabbinico (Giuntina 2016); Le terze tavole. La Shoah alla luce del Sinai (EDB 2019); Le corone della Torà. Logica e midrash nell’ermeneutica ebraica (Giuntina 2021); La filosofia ebraica (Scholé 2022); Gesù di Nazaret nel pensiero ebraico (Pazzini 2023); Nell’oceano dell’ebraismo. Brevi navigazioni tra Talmud e filosofia (Castelvecchi 2023); Non ti farai immagine alcuna. Estetica e qedushà nella tradizione di Israele (Giuntina 2025); Zibaldone ebraico. Feste, simboli e maestri di Israele (Castelvecchi 2026).
Cristina Frescura è socia del Coordinamento teologhe italiane; per la diocesi di Verona ricopre attualmente l’incarico di direttrice di Fondazione Verona Minor Hierusalem. Dopo la laurea in Lettere moderne ottiene una formazione monastica nel noviziato della Comunità di Bose, approfondendo in particolare gli studi esegetici. I due percorsi trovano sintesi nel dottorato di ricerca in Comparatistica, svolto in co-tutela tra l’Università di Verona e quella di Strasburgo, con un lavoro dedicato all’analisi narrativa del racconto biblico, in particolare sulle riscritture del Libro di Giobbe. Presso l’Università di Torino ha conseguito il master in Scienze religiose e Mediazione interculturale, con una tesi sull’ironia nella narrativa biblica. All’insegnamento nella Formazione professionale affianca collaborazioni come traduttrice con varie case editrici specializzate in ambito religioso.
Maria Inglese, psichiatra e psicoterapeuta, già responsabile dell’UOS Salute Mentale e Tossicodipendenza negli II.PP. di Parma; mediatrice etnoclinica e mediatrice penale. Opera presso il SERDP Valli Taro e Ceno, si occupa di promuovere attività riabilitative nei laboratori espressivi rivolti agli utenti del Dipartimento di Salute Mentale di Parma. Ha curato, insieme a Vincenza Pellegrino, il volume Dolore in bellezza (Mimesis, 2025) e scritto, con Ivo Lizzola, Punire o riparare? (Castelvecchi, 2026).
Relatori
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Giuliani Massimo
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Frescura Cristina
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Inglese Maria
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Mazzoni Stefano