Fondazione Serughetti - Centro Studi e Documentazione La Porta - ETS
Altri Organizzatori
Associazione italiana Amici di Neve Shalom Wahat al-Salam
Si occupa di diffondere i valori del villaggio e di raccolta fondi per sostenere le sue attività; organizza incontri pubblici e laboratori di educazione alla pace nelle scuole; invia stagisti e volontari al Villaggio; organizza viaggi di conoscenza in Israele e Palestina. Presidente dell’Associazione è Brunetto Salvarani, saggista, teologo e giornalista.
The School for Peace
Chiesa evangelica valdese
Luogo
La Porta
v.le Papa Giovanni XXIII 30 Bergamo
Fondazione Serughetti
Centro studi e documentazione
Hezzi Schuster, direttore del Centro Spirituale Pluralista di Comunità di Neve Shalom Wahat al Salam Samah Salaime, co-direttrice delle istituzioni educative di Neve Shalom Wahat al Salam
Presso: Fondazione Serughetti La Porta
Una serata dedicata a comprendere come sia possibile mantenere aperto il dialogo in tempi in cui la violenza tra le parti è il codice prevalente.
Neve Shalom Wahat al-Salam è una comunità spontanea di ebrei e palestinesi, tutti di cittadinanza israeliana, che hanno scelto di vivere insieme in equità e di nutrire, anche ora, l’interazione nonviolenta.
La rielezione di Trump il 5 novembre 2024 ha messo in scena un riallineamento nella politica americana in cui il cattolicesimo gioca un ruolo unico e particolare, ben più complesso dello “scisma liquido” in atto da tempo e amplificato dalle reazioni ostili, fin dall’inizio, al pontificato di papa Francesco da parte dell’episcopato, del clero e del laicato militante di tendenze conservatrici e tradizionaliste. In America c’è ancora una fame di spiritualità, di comunità e di Dio che viene sfamata in modi nuovi anche sulla scena politica. Il movimento populista di Trump è una risposta – semplicista, violenta e vendicativa quanto si vuole – non solo alle incertezze economiche e sociali dell’America. È anche una risposta a quella ricerca di senso che emerge da un ordine del mondo, anche religioso, ecclesiale e cattolico, visibilmente alle corde. C’è chi vede in Trump un messia, e chi un anticristo. In ogni caso, è una storia che riguarda non soltanto l’America o i cattolici americani.
→RELATORE
Massimo Faggioli, è professore ordinario nel Dipartimento di Teologia e Scienze religiose della Villanova University (Philadelphia). Collabora con varie riviste italiane tra cui «Jesus» e «Il Regno», di cui è componente della redazione, ed è columnist per «Commonweal» e «La Croix International». I suoi libri e articoli sono stati tradotti in più di dieci lingue; tra le pubblicazioni in italiano: Breve storia dei movimenti cattolici (Carocci, 2008); Vera riforma. Liturgia ed ecclesiologia nel Vaticano II (EDB, 2013); Cattolicesimo, nazionalismo, cosmopolitismo. Chiesa, società e politica dal Vaticano II a papa Francesco (Armando, 2018), Joe Biden e il cattolicesimo negli Stati Uniti (Scholé, 2021).
Presso: Presso: Sala Qoelet Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Cosa sta accadendo a Gaza? E’ possibile capire cos’è la guerra, questa guerra? Abbiamo proposto in questi mesi iniziative e percorsi per provare a capire questo nostro tempo così drammaticamente segnato dalla guerra. Mentre assistiamo sgomenti e impotenti alla nuova invasione dell’esercito israeliano e la popolazione di Gaza è stremata dalla fame, proiettiamo il documentario “From Ground Zero”, una serie di testimonianze dirette, vive e tragiche della guerra a Gaza.
Il film, nato da un’idea di Rashid Masharawi, presenta 22 cortometraggi (tra i 3 e i 6 minuti) girati a Gaza, con mezzi di fortuna, nel corso dell’aggressione israeliana. I corti raccontano la vita quotidiana e la resilienza di un popolo che vive sotto continua minaccia di morte, nella tragedia degli incessanti bombardamenti e nella distruzione sistematica di case, scuole, ospedali, privato dei più primari mezzi di sussistenza e in un completo stravolgimento della propria esistenza.
Perché pensiamo che entrare per qualche minuto nelle tende e nelle case di Gaza, camminare per le strade e tra le macerie di Gaza attraverso le immagini di un film documentario sia importante e urgente, per non distogliere lo sguardo e per continuare ad interrogarci su cosa sia la guerra nella vita quotidiana delle persone e cosa stia accadendo ogni giorno a Gaza.
E, forse, per provare anche a immaginare cosa possiamo fare, da qui, ora, subito.
ne parliamo con l’autore Massimo Rubboli, già docente di Storia dell’America del Nord e di Storia del Cristianesimo presso l’Università di Genova
Presso: Fondazione Serughetti La Porta
Quali posizioni e comportamenti hanno assunto i cristiani nei confronti della violenza, delle armi, della guerra? Le hanno accettate o rifiutate?
L’autore cerca di rispondere a queste domande guidandoci in un percorso che va dalle origini del cristianesimo fino ai giorni nostri, delineando gli sviluppi e le ambivalenze degli atteggiamenti dei cristiani e delle chiese, approfondendo alcuni passaggi cruciali e figure emblematiche. Idee, eventi e persone si intrecciano in un’opera di accurata ricerca storica che, evitando pregiudizi ideologici e luoghi comuni, induce a riflettere su quali responsabilità abbiano avuto i cristiani nel percorso che ha portato l’umanità sulla soglia del baratro della catastrofe nucleare. Il risultato è un’analisi lucida e documentata, capace di mettere in discussione narrazioni consolidate e di aprire nuove prospettive.
Iniziativa copromossa da Fondazione Serughetti La Porta, Centro Culturale Protestante, comunità di San Fermo
→RELATORE
Massimo Rubboli, già professore di Storia delle Americhe presso l’Università di Genova, è stato membro della direzione dell’Associazione Italiana di Studi Canadesi, dell’European Network for Canadian Studies e dell’International Council for Canadian Studies. Studioso delle origini e dello sviluppo delle chiese protestanti in Canada e negli Stati Uniti, ha dedicato particolare attenzione alla storia dell’eredità puritana, all’influenza della teologia protestante nella politica americana, alla dimensione sociale del protestantesimo e alle chiese battiste in Italia. Oltre ad aver curato l’edizione italiana di opere di John Wesley, Roger Williams e Reinhold Niebuhr, ha pubblicato: I protestanti (Il Mulino 2007); I Battisti. Un profilo storico-teologico dalle origini a oggi (Claudiana 2011); Alle origini della storia americana (1620-2020) (Unicopli 2020); Mourt’s relation (1622). L’autoritratto dei Padri pellegrini (Morlacchi 2020); La guerra santa di Putin e Kirill. Il fattore religioso nel conflitto russo-ucraino (GBU 2022); I cristiani, la violenza e le armi. Percorsi storici e revisioni storiografiche (GBU 2024).
AEPER (animazione, educazione, prevenzione e reinserimento) è un gruppo di organizzazioni di Bergamo nato da un’esperienza di vita e di accoglienza che affonda le proprie radici negli anni settanta. Animato dal desiderio e dalla responsabilità sociale di occuparsi del bene comune, dedicando particolare attenzione a persone in situazione di fragilità, di marginalità o di disagio.
Il Gruppo AEPER oggi è composto dalla comunità Nazareth, dall’associazione AEPER, dall’azienda agricola La Pèta, dalla cooperativa sociale AEPER e dalla Fondazione Don Primo Bonassi.
Giustizia e Pace si baceranno– un incontro con Jeremy Milgrom
Presso: Chiesa di San Fermo, Via Santi Maurizio e Fermo, 11 Bergamo
Jeremy Milgrom, un rabbino pacifista israeliano di origine americana, ha ricoperto posizioni di leadership in organizzazioni israeliane come Peace Now, Yesh G’vul, Palestinesi e israeliani per la nonviolenza, Clergy for Peace e Rabbis for Human Rights. Per più di 30 anni ha lavorato con gruppi israeliani e internazionali – in particolare con l’italiano Vento di Terra – a favore dei beduini Jahalin, che sono stati sfollati dalle loro terre ancestrali e vivono nella Cisgiordania occupata.
È molto orgoglioso del successo dell’obiezione di coscienza di sua figlia al servizio nell’esercito israeliano.
DISSENSO E ISTANZE DI CAMBIAMENTO NEL MONDO CATTOLICO DEL POSTCONCILIO Spunti di riflessione e presentazione di una ricerca sulla realtà bergamasca
Per partecipare al convegno da remoto collegati tramite il seguente link clicca qui
PROGRAMMA DELLA GIORNATA
Prima sessione – dalle ore 10:00 – coordina Paolo Zanini, Università degli Studi di Milano Saluti Fondazione Serughetti Centro Studi e Documentazione La Porta ETS e Dipartimento di Studi storici dell’Università degli Studi di Milano
La contestazione cattolica nei lunghi anni Sessanta Alessandro Santagata, Università degli Studi di Padova
Preti e operai. Lotte sindacali, riforma della Chiesa e radicalità evangelica negli itinerari dei sacerdoti al lavoro Marta Margotti, Università di Torino
Fede e politica nella Bergamo degli anni Settanta Paolo Naso, Sapienza Università di Roma
Seconda sessione – dalle ore 14:30 – coordina Francesco Mores, Università degli Studi di Milano, Fondazione Serughetti La Porta
Archivi di fonti orali e ricerca storica: il “caso” italiano Alessandro Casellato, Università Cà Foscari Venezia
Il fermento cattolico a Bergamo dopo il Vaticano II. Tra memoria e storia – Presentazione della ricerca Tiziana Danelli, Università Vita-Salute San Raffaele Milano
Conclusione Relatrici e relatori, coordinati da Francesco Mores, dialogheranno con il pubblico
LA RICERCA
Nel corso dell’anno accademico 2022/2023, grazie a una generosa donazione, la Fondazione Serughetti La Porta ha concordato con l’Università degli Studi di Milano l’avvio di un assegno di ricerca dal titolo Forme e conflitti della solidarietà sociale. Il post-concilio a Bergamo (1968-1977). Per la Fondazione si tratta di un’occasione importante per riprendere la sua funzione di centro studi e documentazione che la scarsità delle risorse disponibili non ci ha finora consentito di curare come avremmo voluto.
La dott.ssa Tiziana Danelli, vincitrice del bando, lavorando a stretto contatto con noi per un anno, ha raccolto e ordinato documentazione, ha esplorato archivi, ha intervistato e raccolto le voci di testimoni…. Ora ha concluso la ricerca, che trovate illustrata nei suoi dettagli nel documento che potete trovare in questa newsletter.
La conclusione di questo lavoro e la sua presentazione al pubblico bergamasco e alla comunità scientifica avverrà nel contesto di una Giornata di Studi in cui studiosi e studiose affronteranno il tema da diversi punti di vista e con angoli disciplinari differenti.
Nei nostri intenti, questa è solo la prima tappa di un percorso che ci impegnerà nei prossimi anni. Grazie al lavoro di Danelli, alle registrazioni delle interviste e ai documenti che ci sono stati consegnati nel corso della ricerca, La Porta ospiterà il primo nucleo di un archivio delle realtà che si sono esposte in posizioni di “dissenso” all’interno del mondo cattolico bergamasco del post concilio. Un archivio che intendiamo arricchire nel tempo con altra documentazione; studieremo come sollecitare le donazioni e come raccogliere risorse per digitalizzare tutto il materiale e metterlo a disposizione della comunità scientifica e della cittadinanza.
L’obiettivo è che attorno a questo primo nucleo di documentazione e di testimonianze possa essere avviato un lavoro che ricostruisca una fase importante della società e della chiesa bergamasca e interpelli con la dovuta serietà le stesse radici culturali della Fondazione.
Forme e conflitti della solidarietà sociale. Il post-concilio a Bergamo (1968-1977) Tiziana Danelli e Francesco Mores Sotto è disponibile la presentazione della ricerca.
Ha insegnato Filologia medioevale e umanistica (Letteratura latina medioevale e umanistica) presso la Facoltà di Musicologia di Cremona, Università degli Studi di Pavia. Fa parte della redazione della rivista «Filologia mediolatina» ed è membro di diverse istituzioni culturali, fra cui l’Ateneo di Scienze Lettere e Arti di Bergamo, la Direzione centrale dei Monumenta Germaniae Historica di Monaco di Baviera e Società Internazionale per lo Studio del medioevo latino. Il suo libro più recente è “Non ore orandum solo” nelle vicende del monastero di Santa Grata “in Columnellis” a Bergamo (Firenze 2020).
Professore emerito di Storia del cristianesimo all’Università degli Studi di Milano. Tra le sue pubblicazioni: Streghe (Bologna 2006), Valdo l’eretico di Lione (Torino 2010), Eretici ed eresie medievali (Bologna 2011), Il cristianesimo medievale in Occidente (Roma-Bari 2012), Frate Francesco (Bologna 2013). È stato presidente della Società internazionale di studi francescani dal 1994 al 2022.
Insegna Storia economica e sociale del medioevo e Didattica della storia all’Università degli Studi di Milano. Tra le sue pubblicazioni: Banca e politica a Milano a metà Quattrocento (Roma 2010); La spada e la grazia. Vite di aristocratici nel Trecento subalpino (Torino 2011); Il valore di un castello. Il controllo del territorio in Valle d’Aosta fra XIII e XV secolo (Milano 2016). Il suo libro più recente è L’età del lume. Una storia della luce nel medioevo (Bologna 2023).
Giovedì 29 febbraio ore 17:30
Presentazione del libro Eretiche ed eretici medievali, Carocci Editore, 2023 Coordina: Grado Giovanni Merlo (Università degli Studi di Milano) Intervengono: Beatrice Del Bo (Università degli Studi di Milano), Maria Rosa Cortesi (Università degli Studi di Pavia), Francesco Mores (Università degli Studi di Milano/Centro La Porta) Interviene la curatrice Marina Benedetti (Università degli Studi di Milano)
INGRESSO LIBERO
SUL LIBRO
Nel medioevo nessuno si è mai definito eretica o eretico. Eresia significa “scelta”: infatti, l’eretico medievale è un disobbediente rispetto al conformismo religioso, sceglie di seguire il Vangelo e ripropone la Parola di Gesù. Il non conformismo religioso di donne e uomini è alla base di un libertario “moto di cultura”, un dinamismo evangelico condannato e perseguitato. La “scelta” ereticale nel medioevo è anche una rivoluzione culturale che coinvolge chierici, donne e uomini, laiche e laici di strati sociali diversi: accanto ai più noti Bogomil, Arnaldo da Brescia, Valdo di Lione, Dolcino da Novara, John Wyclif, Jan Hus, ai valdesi, ai catari, ai templari, ai lollardi e agli hussiti, emergono numerose figure femminili, quali Guglielma, Margherita detta Porète, Margherita detta la bella, Giovanna d’Arco, oltre ad apostole e beghine. L’attenzione posta dal volume all’identità nel medioevo, ma anche al riverbero nel XX secolo di termini metacronici – eresia/eretici – dimostra come le molteplici varianti della «disobbedienza» religiosa del passato continuino ad affascinare il presente e ad essere strumentalizzate.
GRADO GIOVANNI MERLO è professore emerito di Storia del cristianesimo all’Università degli Studi di Milano. Tra le sue pubblicazioni: Streghe (Bologna 2006), Valdo l’eretico di Lione (Torino 2010), Eretici ed eresie medievali (Bologna 2011), Il cristianesimo medievale in Occidente (Roma-Bari 2012), Frate Francesco (Bologna 2013). È stato presidente della Società internazionale di studi francescani dal 1994 al 2022.
BEATRICE DEL BO insegna Storia economica e sociale del medioevo e Didattica della storia all’Università degli Studi di Milano. Tra le sue pubblicazioni: Banca e politica a Milano a metà Quattrocento (Roma 2010); La spada e la grazia. Vite di aristocratici nel Trecento subalpino (Torino 2011); Il valore di un castello. Il controllo del territorio in Valle d’Aosta fra XIII e XV secolo (Milano 2016). Il suo libro più recente è L’età del lume. Una storia della luce nel medioevo (Bologna 2023).
MARIA ROSA CORTESI ha insegnato Filologia medioevale e umanistica (Letteratura latina medioevale e umanistica) presso la Facoltà di Musicologia di Cremona, Università degli Studi di Pavia. Fa parte della redazione della rivista «Filologia mediolatina» ed è membro di diverse istituzioni culturali, fra cui l’Ateneo di Scienze Lettere e Arti di Bergamo, la Direzione centrale dei Monumenta Germaniae Historica di Monaco di Baviera e Società Internazionale per lo Studio del medioevo latino. Il suo libro più recente è “Non ore orandum solo” nelle vicende del monastero di Santa Grata “in Columnellis” a Bergamo (Firenze 2020).
FRANCESCO MORES insegna Storia della chiesa all’Università degli Studi di Milano. Si occupa di modernismo (è autore del libro Louis Duchesne. Alle origini del modernismo, Brescia 2015, e curatore della sezione monografia Il “medioevo cristiano” di Ernesto Buonaiuti, «Rivista di storia del cristianesimo», 19, 1, 2022) e di storia della ricerca storica (ha curato la riedizione del libro di Arsenio Frugoni Arnaldo da Brescia nelle fonti del secolo XII, Bologna 2021, e degli Appunti sulle eresie dei secoli XI-XIII di Delio Cantimori, Roma 2024). È membro del consiglio di amministrazione della Fondazione Serughetti La Porta ETS.
MARINA BENEDETTI insegna Storia del cristianesimo all’Università degli Studi di Milano. Si occupa di eresie medievali soprattutto al femminile (Io non sono Dio. Guglielma di Milano e i Figli dello Spirito santo, Milano 20042; Condannate al silenzio. Le eretiche medievali, Milano 2017), di inquisizione (Medioevo inquisitoriale, Roma 2011) e di valdesi (ha curato con E. Cameron, A Companion to the Waldenses in the Middle Ages, Leiden-Boston 2022). Per Carocci editore ha curato Storia del cristianesimo, vol. II L’età medievale (secoli VII-XV), Roma 20227.
Presentazione del libro Hamas Dalla resistenza al regime, Feltrinelli editore, 2023
L’autrice Paola Caridi ne discute con Francesco Mazzucotelli, Università di Pavia e Rosita Poloni, attivista e volontaria di Neve Shalom Wahat al Salam
Dalla fondazione agli attentati del 7 ottobre. Cosa si nasconde dietro il mistero Hamas? Perché ha guadagnato tanto consenso nella società palestinese?
Nei suoi quarant’anni di esistenza, Hamas è passata attraverso il terrorismo e gli attentati suicidi, ha sfidato l’autorità di Yasser Arafat, è sopravvissuta all’eliminazione fisica di gran parte dei suoi dirigenti. Nel 2006 è arrivata al governo dell’Anp, democraticamente eletta dalla maggioranza dei palestinesi, ed è ritornata subito dopo in clandestinità, a seguito dell’embargo deciso da Israele e da una parte della comunità internazionale, Unione Europea e Stati Uniti in testa. Da allora, dal 2007, si tende a identificare Hamas con Gaza, lo spazio sul quale il movimento islamista esercita il monopolio del potere, dimenticandone la storia complessa che va oltre la Striscia. Cosa si nasconde dietro il mistero Hamas? Perché un movimento islamista ha guadagnato così tanto consenso all’interno di una società ritenuta tendenzialmente laica come quella palestinese? Paola Caridi scrive la storia di Hamas usando fonti a metà tra la cronaca e l’archivio. Fa vedere i luoghi e fa parlare i protagonisti, i militanti, uomini e donne. Ora la sua ricerca storico-politica esce in versione aggiornata, a 14 anni dalla prima edizione, per raccontare cosa è successo da quando Gaza è stata chiusa da tutti i lati da Israele e dall’Egitto. Dalla radicalizzazione della leadership di Hamas ai cambiamenti nella linea politica interna fino all’attacco sanguinoso del 7 ottobre 2023.
Sull’autrice
Paola Caridi, giornalista e storica, si è trasferita nel Medio Oriente nel 2001, prima al Cairo e poi a Gerusalemme. È fondatrice ed è stata corrispondente di Lettera22, agenzia di stampa specializzata in politica estera. Socia dell’Istituto Affari Internazionali, si occupa da molti anni di storia politica contemporanea del mondo arabo. Ha collaborato, tra gli altri, con “l’Espresso”, “Il Sole 24 Ore” e “Limes”. Per Feltrinelli ha pubblicato diversi libri tra cui: Arabi invisibili (2007), Hamas (2009), Gerusalemme senza Dio (2013) e, nella collana Feltrinelli Kids, Gerusalemme. La storia dell’altro (2019). Ha curato La rivoluzione egiziana di ‘Ala al-Aswani (2011). Nel 2023, a seguito dei drammatici eventi della guerra israelo-palestinese, Feltrinelli ha riproposto Hamas. Che cos’è e cosa vuole il movimento radicale palestinese in una nuova edizione
Dio è ancora una grande domanda? UN FILM E UN LIBRO PER RIFLETTERESUL SENSO DEL DIVINO OGGI
Chi è Dio per te? O, più in generale, il divino? Sembra una domanda da bambini/e, semplice e sfrontata al tempo stesso. Domanda che si può liquidare come impertinente oppure affrontare come questione decisiva. The Big Question, appunto.
Domanda che costituisce il filo conduttore del docu-film di Francesco Cabras e Alberto Molinari, girato tra Roma e Matera, sul set del film La passione di Cristo di Mel Gibson. Come spiegano i registi, «il docu-film è diviso in poco più di una decina di capitoli, ognuno dei quali corrisponde a una domanda.
Ad esempio, sulla percezione del divino, sull’appartenenza religiosa, sulla consapevolezza spirituale e sul dolore, sul vissuto religioso e sulle scelte individuali. Volevamo il campione più ampio possibile, ma il fine non era dare una risposta, ma aggiungere piccoli atomi al sentire personale».
Accanto a tale domanda di carattere generale, ce ne poniamo un’altra più contestuale ma non meno decisiva: cosa resterà delle chiese cristiane? Nel suo ultimo libro, Brunetto Salvarani, dopo aver preso atto che il cambiamento caratterizza le chiese procede in parallelo con le evidenti modificazioni della società occidentale nel suo complesso, si chiede se l’Occidente è destinato a diventare post-cristiano. Lungi dall’auspicare un ritorno al passato, Salvarani invita a fare «un buon uso» della crisi, a partire dalla consapevolezza che si è pellegrini alla ricerca di verità, un’istanza che pone alle chiese un serio esame di coscienza se vogliono tornare a essere credibili.
Dio è ancora una grande domanda? UN FILM E UN LIBRO PER RIFLETTERESUL SENSO DEL DIVINO OGGI
Chi è Dio per te? O, più in generale, il divino? Sembra una domanda da bambini/e, semplice e sfrontata al tempo stesso. Domanda che si può liquidare come impertinente oppure affrontare come questione decisiva. The Big Question, appunto.
Domanda che costituisce il filo conduttore del docu-film di Francesco Cabras e Alberto Molinari, girato tra Roma e Matera, sul set del film La passione di Cristo di Mel Gibson. Come spiegano i registi, «il docu-film è diviso in poco più di una decina di capitoli, ognuno dei quali corrisponde a una domanda.
Ad esempio, sulla percezione del divino, sull’appartenenza religiosa, sulla consapevolezza spirituale e sul dolore, sul vissuto religioso e sulle scelte individuali. Volevamo il campione più ampio possibile, ma il fine non era dare una risposta, ma aggiungere piccoli atomi al sentire personale».
Accanto a tale domanda di carattere generale, ce ne poniamo un’altra più contestuale ma non meno decisiva: cosa resterà delle chiese cristiane? Nel suo ultimo libro, Brunetto Salvarani, dopo aver preso atto che il cambiamento caratterizza le chiese procede in parallelo con le evidenti modificazioni della società occidentale nel suo complesso, si chiede se l’Occidente è destinato a diventare post-cristiano. Lungi dall’auspicare un ritorno al passato, Salvarani invita a fare «un buon uso» della crisi, a partire dalla consapevolezza che si è pellegrini alla ricerca di verità, un’istanza che pone alle chiese un serio esame di coscienza se vogliono tornare a essere credibili.
ERNESTO BALDUCCI E L’UOMO PLANETARIO. La sfida di un destino comune
Mauro Ceruti, Università IULM, Milano
Mauro Ceruti. Professore Ordinario di Filosofia della Scienza, Università IULM, Milano. È stato ricercatore presso la Faculté de Psychologie et Sciences de l’Éducation dell’Università di Ginevra. e a Parigi, presso il CETSAP, Centre d’Études Transdisciplinaires – Sociologie, Anthropologie, Politique del CNRS. È stato Preside della Facoltà di Scienze della Formazione e Direttore del Dipartimento di Epistemologia ed Ermeneutica della Formazione del l’Università di Milano-Bicocca, e Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia del l’Università di Bergamo; Presidente della Società Italiana di Logica e Filosofia della Scienza; Membro del Comitato Nazionale per la Bioetica della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Fra i suoi libri, tradotti in molte lingue: Il secolo della fraternità. Una scommessa per la cosmopolis, Castelvecchi, 2021 (con F. Bellusci); Abitare la complessità. La sfida di un destino comune, Mimesis, 2020 (con F. Bellusci); Sulla stessa barca, Qiqajon, 2020; Il tempo della complessità, Raffaello Cortina, 2018; Evoluzione senza fondamenti, Meltemi, 2019; La fine dell’onniscienza, Studium, 2015; La nostra Europa, Raffaello Cortina, 2013 (con E. Morin); Origini di storie, Feltrinelli, 2007 (con G. Bocchi); La danza che crea, Feltrinelli, Milano 1989; Il vincolo e la possibilità, Raffaello Cortina, 2009.
L’ “IMMAGINAZIONE INNAMORATA” DI DAVID MARIA TUROLDO
Mariangela Maraviglia, Centro Studi David Maria Turoldo, Udine
Mariangela Maraviglia, dottoressa di ricerca in Scienze religiose, fa parte dei Comitati scientifici della Fondazione Don Primo Mazzolari (Mantova); del Centro Studi David Maria Turoldo (Udine); del Fondo Documentazione Arturo Paoli (Lucca); della rivista Religioni e società. Si è occupata di varie personalità del cristianesimo contemporaneo all’incrocio tra ricerca spirituale, impegno nella storia, apertura ecumenica e interreligiosa, pubblicando in particolare biografie e carteggi di Adriana Zarri, Primo Mazzolari, Sorella Maria di Campello. A padre Turoldo ha dedicato la biografia David Maria Turoldo. La vita, la testimonianza (1916-1992), Brescia, Morcelliana, 2016.