Come sassi nello stagno

Vera Gheno, Università degli studi di Firenze

A cosa serve lavorare sulle parole? Semplice: se le parole sono la cartina di tornasole di giudizi, pregiudizi, sogni, conoscenze, convinzioni, tradizioni, stereotipi, attese, paure di una società, vuol dire che tra il piano della lingua e il piano della realtà esistono dei movimenti circolari di influenza che possono essere viziosi o virtuosi. Lavorare sulle parole non è dunque un lavoro autoriferito, bensì una maniera per aiutarsi e aiutare a cambiare la visione del mondo.
Michela Murgia, alla fine del suo volume “Stai zitta”, ricordava che il modo in cui chiamiamo le cose finisce per essere il modo in cui le trattiamo. Per questo, partiremo da alcune considerazioni che riguardano proprio questo rapporto complesso, e spesso poco analizzato, che in fondo va a dare un senso a tutto il lavoro sulla lingua. Cercheremo di procedere tenendo in considerazione la moltitudine di dimensioni che espongono una persona alla discriminazione sistemica, con un focus particolare, ma non esclusivo, sulla dimensione del genere.

Bibliografia
● Vera Gheno, 2024, Grammamanti. Immaginare futuri con le parole, Torino,
Einaudi. • Kübra Gümüsay, 2022, Lingua e essere, Roma, Fandango.
● Federico Faloppa, 2021, Brevi lezioni sul linguaggio, Torino, Bollati
Boringhieri.
● Vera Gheno, 2021, Femminili singolari+. Il femminismo è nelle parole,
Firenze, Effequ.
● Michela Murgia, 2021, Stai zitta. E altre nove frasi che non vogliamo sentire
mai più, Torino, Einaudi

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Data

06 Feb 2026
Expired!

Ora

15:00

Luogo

Fondazione Dalmine
Dalmine

Categorie

Organizzatore

ISREC - Istituto bergamasco per la storia della resistenza e dell’età contemporanea

Altri Organizzatori

Museo delle Storie Bergamo
Associazione Clio’92
Fondazione Dalmine
Associazione Amici del Museo Storico di Bergamo
Ufficio Scolastico Territoriale di Bergamo

Relatore