Eirenefest | libri sulla pace e nonviolenza alla 67a Fiera dei Librai di Bergamo
Dal 18 aprile al 3 maggio 2026
EireneFest, il Festival del Libro per la Pace e la Nonviolenza, è nato a Roma nel 2022 come evento nazionale e negli anni successivi è stato affiancato da una rete di edizioni locali.
Lo scorso anno il gruppo di realtà bergamasche che, impegnate nella costruzione della pace e nella difesa dei diritti, ha promosso la Scuola popolare di nonviolenza, ha aderito alla proposta di realizzare a Bergamo l’edizione locale di EireneFest. E quest’anno – con la seconda annualità della Scuola – ripetiamo anche l’esperienza libraria, occasione preziosa di approfondimento, confronto, creazione di relazioni tra le persone e le realtà sociali. In un mondo in cui la parola guerra sembra diventata familiare come il pane…
Si è scelto – per evitare di rinchiudersi nella cerchia degli addetti ai lavori – di partecipare alla Fiera dei Librai, realizzata sul centralissimo “Sentierone” di Bergamo, quest’anno alla 67a edizione.
La Fiera – promossa e organizzata da Confesercenti Bergamo, dalle librerie indipendenti aderenti a Li.Ber – Associazione Librai Bergamaschi, da Promozioni Confesercenti e dal Sindacato Italiano Librai (SIL) – è articolata in isole tematiche: narrativa, saggistica, editoria locale, storia, scienze, letteratura per ragazzi e così via.
Un’area specifica sarà dedicata ai libri sulla pace e sulla nonviolenza.
Anche tra le presentazioni di libri è stata organizzata una sezione di sei eventi sulla pace e la nonviolenza con novità editoriali e di riflessione, caratterizzati dal logo di EireneFest.
Gli ingressi sono tutti gratuiti e liberi, salvo dove è indicata la necessità di prenotazione.

→ PROMOTORI
ACLI provinciali di Bergamo, ANPI provinciale di Bergamo, Assessorato all’educazione alla legalità, intercultura, pace del Comune di Bergamo, Associazione italiana amici di Neve Shalom Wahat al-Salam, Associazione Mutuo Soccorso, Associazione Servas Porte Aperte, Caritas diocesana Bergamasca, CGIL Bergamo, Comitato Bergamasco per la difesa della Costituzione, Comunità di San Fermo, Confcooperative Bergamo, Coordinamento provinciale bergamasco Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, Emergency – Isola Bergamasca, Fondazione Serughetti La Porta, Fondazione Teatro Donizetti, Gruppo AEPER, InConTra ETS Centro di Giustizia riparativa e mediazione umanistica, Libera – coordinamento provinciale, Proteo Fare Sapere Lombardia, Punto Pace Pax Christi, Rete Pace e disarmo – Bergamo, Ufficio per la Pastorale sociale e del lavoro, Diocesi di Bergamo, We Care – scuola di educazione e formazione alla politica.

Victoria Amelina. Guardando le donne guardare la guerra.
Diario di una scrittrice dal fronte ucraino (Guanda, 2025 traduzione di Yaryna Grusha)
Domenica 19 Aprile, ore 15.00
Yaryna Grusha in dialogo con Laura Cicirata (Fondazione Serughetti La Porta)
Sala Lettura – Area Narrativa – Fiera dei Librai Bergamo
Ingresso: Accesso libero
Victoria Amelina è stata un’importante giornalista e attivista ucraina. Quando la Russia ha dato il via all’invasione su larga scala dell’Ucraina, il 24 febbraio 2022, Victoria Amelina stava scrivendo un romanzo. In poco tempo la sua vita è cambiata, e con essa anche i suoi obiettivi. Trasformatasi in una reporter e investigatrice di guerra, Amelina si è fatta portavoce delle storie di donne straordinarie che, come lei, si sono unite alla resistenza. Tra queste Evgenia, un’avvocata diventata soldata; Oleksandra, che ha documentato decine di migliaia di crimini di guerra, vincitrice del Premio Nobel per la pace nel 2022; e Yulia, una bibliotecaria che ha contribuito a svelare il rapimento e l’omicidio di un altro scrittore. La sera del 27 giugno 2023, Amelina e altri tre autori internazionali si sono fermati a cena a Kramatorsk, nella regione di Donetsk. Quando un missile da crociera russo ha colpito il ristorante, Amelina ha perso conoscenza, riportando gravi ferite alla testa. È morta il 1° luglio 2023, a soli 37 anni. Victoria Amelina aveva fotografato le rovine di scuole e centri culturali, e registrato le testimonianze dei sopravvissuti e dei testimoni oculari delle atrocità della guerra. Non aveva mai smesso di essere una narratrice: ci ha lasciato, seppur incompiuto, un incredibile resoconto delle devastazioni della guerra e del costo della resistenza.
Victoria Amelina (1986-2023) è stata una scrittrice, saggista e poetessa ucraina, attiva nella difesa dei diritti umani e nel documentare i crimini di guerra russi. Nel 2021 ha vinto il premio letterario Joseph Conrad per le sue opere in prosa ed è stata finalista del Premio dell’Unione europea per la letteratura e del Premio UN Women in Arts. Le sue opere sono state tradotte in inglese, polacco, tedesco, spagnolo, croato, olandese, ceco e ungherese. Dal 2022 ha documentato l’invasione e i crimini di guerra russi in Ucraina con l’organizzazione per i diritti umani Truth Hounds. È morta il primo luglio 2023, all’età di 37 anni, per le ferite riportate in seguito a un attacco missilistico russo.

Pacifismi
Storia plurale di una parola controversa (Prospero, 2023)
Venerdì 24 aprile, ore 18.00
l’autore Roberto Della Seta in dialogo con Dario Acquaroli (membro della Presidenza delle Acli di Bergamo)
Sala Lettura – Area Narrativa – Fiera dei Librai Bergamo
Ingresso: Accesso libero
Esiste un solo pacifismo?
La storia dei movimenti, sociali e di opinione, che negli ultimi due secoli si sono opposti alla guerra, è piuttosto una storia di “pacifismi”, una vicenda plurale dentro la quale converge una molteplicità di posizioni e di sensibilità talvolta contraddittorie quanto a motivazioni e premesse culturali.
In questo volume, Roberto Della Seta parte da Tolstoj e Thoreau, i primi esponenti ante litteram, ed esplora tutto il Novecento pacifista per arrivare ai giorni nostri.
Dall’impronta umanitaria e cosmopolita delle origini al nazional-pacifismo degli anni Trenta, che antepose l’interesse nazionale alla lotta contro i fascismi, dalla non-violenza di Gandhi alla guerra in Vietnam, per arrivare alle recenti vicende di Ucraina e Palestina.
Della Seta decostruisce la storia di un movimento dai numerosi volti aprendo alcuni interrogativi fondamentali: il pacifismo deve ragionare in termini assoluti o relativi?
Quale ruolo può occupare oggi nello spazio politico globale segnato da disuguaglianze, nazionalismi e conflitti asimmetrici? Ma soprattutto: è accettabile una pace senza giustizia?
Roberto Della Seta divide da sempre i suoi interessi tra impegno nell’associazionismo ambientale e attività di ricerca. È stato presi- dente di Legambiente ed è autore di saggi sulla storia dei pensieri e dei movimenti ambientalisti e sulla storia delle idee nel ’900. Tra i suoi libri più recenti: Dal rosso al nero. Cento anni di socialisti e comunisti passati a destra (2021), Ecologista a chi? Chiara fama e lati oscuri del pensiero green alla prova del Covid (2021).

Continuate in ciò che è giusto. Storia di Alexander Langer (Bompiani, 2025)
Lunedì 27 aprile, ore 18.00
l’autore Alessandro Raveggi in dialogo con Lorenza Pulinetti (Associazione InConTra)
Sala Lettura – Area Narrativa – Fiera dei Librai Bergamo
Ingresso: Accesso libero
A trent’anni dalla scomparsa di Alexander Langer, Alessandro Raveggi ripercorre la storia di un profeta disperato e pieno di speranza, che ha creduto nella possibilità di un’umanità multilingue e capace di valicare muri e frontiere.
“Liberarsi dalla guerra, dal militarismo, dalla distruzione ecologica, dall’incombere dell’apocalisse civile o militare che sia – non è solo un imperativo per chi vuole che i nostri figli o nipoti possano ancora vivere o per chi ama i popoli lontani. Non è solo questione dei generosi, per capirci meglio”: no, è questione che ci riguarda tutti, oggi come nel 1988 quando Alexander Langer pronuncia queste parole.
Nato a Vipiteno, in Alto Adige, nel 1946 e morto suicida a Firenze quarantanove anni dopo, nella sua breve vita Langer ne ha vissute moltissime. Di origini ebraiche ma di formazione cattolica, in fervido ascolto di tutte le esperienze più radicali del suo tempo – dalla fede di don Milani alla militanza per Lotta Continua –, instancabile promotore del dialogo tra i popoli altoatesini, pacifista, ecologista, Langer è stato uno dei fondatori del partito dei Verdi italiani, europeista ed eurodeputato.
Le pagine di Alessandro Raveggi sono un caleidoscopio che ce ne restituisce la ricchezza inquieta, la profonda modernità, l’energia visionaria sempre accompagnata dalla immane fatica di commisurare il sogno alla realtà.
Prima di andarsene, come molti profeti, troppo presto, Alex Langer ci ha lasciato un messaggio: “Non siate tristi. Continuate in ciò che era giusto”. E allora attraversiamo queste pagine che da biografia si fanno narrazione per ritrovare intatto lo spirito con cui lui stesso ha creduto nella possibilità di abbattere muri, costruire ponti, fare pace tra gli uomini, e tra gli uomini e la Natura.
“La terra ci è data in prestito dai nostri figli.” Alexander Langer
Alessandro Raveggi (Firenze, 1980) è scrittore e saggista. Ha scritto tra le altre cose Grande Karma. Vite di Carlo Coccioli (Bompiani 2020), Il Romanzo di Babele (Marsilio 2023) e A Città del Messico con Bolaño (Perrone 2022). Ha curato l’antologia Panamericana (La nuova frontiera 2016). Scrive di libri e cultura su riviste nazionali e internazionali, insegna letteratura e scrittura creativa all’università, traduce dall’inglese e dallo spagnolo.

Per una civiltà della Terra (Aboca editore, 2026)
Lunedì 27 aprile, ore 21.00
l’autore Mauro Ceruti in dialogo con Daniele Rocchetti (direttore artistico della Fiera dei Librai di Bergamo)
Sala Ferruccio Galmozzi – Biblioteca Caversazzi
Ingresso: Accesso libero
Attraverso le sue interconnessioni commerciali, economiche, politiche, culturali, la specie umana sta dando forma, su scala planetaria, a una straordinaria e inedita organizzazione vivente, che sta riplasmando profondamente la condizione umana stessa. Paradossalmente, l’evidenza vitale di questo nuovo “Grande Essere” è richiamata dal rischio mortale e autodistruttivo che corre in più campi: ecologico, sanitario, geopolitico.
L’urgenza vitale, imposta dalle crisi molteplici e intrecciate che veicolano questo rischio, può divenire essa stessa pericolosa, nel momento in cui ispira pulsioni regressive, tentazioni autoritarie, paure, violenze e conflitti che possono divenire mortali.
La stessa urgenza può, però, far prendere coscienza di come, nell’inedita comunità di destino mondiale del nostro tempo, l’imperativo morale della pace e della convivenza fraterna universale, ritenuti solitamente ideali di un cosmopolitismo astratto o sentimentale, sia arrivato a coincidere con l’istinto di conservazione, il medesimo istinto che è sempre stato indicato come radice inestirpabile dell’aggressività distruttiva. Si tratta di mobilitare e scommettere sulle “forze vive della complessità” – amore, fraternità, solidarietà, fiducia, intelligenza cosciente -, quelle forze vitali e costruttive che possono consentire all’umanità, nella sua embrionale forma vivente planetaria, di superare una soglia più profonda di complessità, senza soccombere alla dispersione, alle divergenze, alle competizioni, agli antagonismi.
Generare una “civiltà della Terra” è il compito vitale e creativo che attende l’essere umano, cioè costruire una politica di civiltà, un’educazione e una filosofia all’altezza dell’uomo che ormai non abita più i villaggi, le città, le nazioni, ma il mondo, e la cui potenza si erige quasi sulla stessa taglia della potenza cosmica.
In questo libro gli autori analizzano e guidano i lettori attraverso pratiche e soluzioni possibili e applicabili, dalla riqualificazione del sistema educativo al ripensamento delle organizzazioni e del diritto internazionale.
Mauro Ceruti filosofo, teorico del pensiero complesso. È Professore Emerito e Direttore del Centro di Ricerca sui Sistemi Complessi (CRiSiCO) presso l’Università IULM di Milano. Nel 2022 è stato insignito del Premio Nonino a un “Maestro del nostro tempo”. Tra i suoi libri più recenti ricordiamo soltanto Il tempo della complessità (Raffaello Cortina Editore, 2018), Umanizzare la modernità (Raffaello Cortina Editore, con F. Bellusci, 2023), La nostra Europa (Raffaello Cortina Editore, con E. Morin, 2025) e La sfida della complessità (Mimesis, con G. Bocchi, 2025).

Pace. Dalla Parola ai fatti (Paoline edizioni, 2025)
Martedì 28 aprile, ore 19.30
L’autore Fabio Corazzina in dialogo con Rosita Poloni (coordinatrice dell’associazione italiana Amici di Neve Shalom Wahat al-Salam)
Intermezzi musicali di Alessandro Sipolo.
Sala Ferruccio Galmozzi – Biblioteca Caversazzi
Ingresso: Prenotazione obbligatoria
(In caso di pioggia l’evento si svolgerà in Spazio Incontri A2A)
A partire da alcuni brani del Primo e del Nuovo Testamento e da alcuni testimoni del nostro tempo don Fabio Corazzina “declina” la parola pace come liberazione, riconciliazione, accoglienza, nonviolenza, convivialità, disobbedienza, contempl-attività, impegno politico e alleanza educativa.
Nelle prime pagine del suo nuovo libro, dedicato a una parola tanto urgente e potente, quanto derisa e nascosta, don Fabio Corazzina pone il lettore di fronte a un ostacolo apparentemente insormontabile: la difficoltà ad andare oltre le nostre sicurezze, il privilegio di essere nati e di vivere nella parte più ricca e sicura del mondo.
Se saremo disposti a superare questo ostacolo, allora potremo incamminarci verso quella parola, e cominciare a darle il giusto significato. In questo ci aiutano le Scritture – vero specchio dei nostri giorni – e diversi testimoni del nostro tempo, per dirci una cosa semplice: non è dalla paura che si parte, e nemmeno dalla convenienza; non dalla sicurezza e dalla tutela di sé; non dall’indifferenza o da quella strana prospettiva del “prima io o prima noi”. Si può iniziare un nuovo cammino solo dalla fiducia, solo dall’ascolto, solo dal coraggio e dalla speranza di trovare positività là dove tutti vedono cattiveria, dalla capacità di riconoscere la profezia dove prevale il “buonsenso”, dalla certezza della primavera dopo l’inverno, dalla potenza del seme che muore per dare nuova vita.
E allora si saprà cogliere la pace come liberazione, riconciliazione, accoglienza, nonviolenza, convivialità, disobbedienza, contempl-attività, impegno politico, alleanza educativa. Il libro di don Fabio diventa così una guida preziosa per passare finalmente, come recita il sottotitolo, dalla Parola ai fatti.
Fabio Corazzina, (Brescia, 1960), si appassiona al Vangelo e diventa presbitero nel 1984. Dal 2023 è collaboratore delle parrocchie di Camignone, Passirano e Monterotondo (BS). Ama la natura, l’umanità, il cosmo. È stato coordinatore nazionale di Pax Christi. Cerca di allargare giorno dopo giorno, grazie a peregrinazioni anche in zone di guerra (Iraq, Palestina/Israele, Bosnia) e alle collaborazioni con Pax Christi (di cui è stato coordinatore nazionale), Beati i costruttori di pace, Operazione Colomba, Libera, Caritas, e Pastorale sociale a fianco di don Tonino Bello, don Luigi Bettazzi, padre Alex Zanotelli, don Luigi Ciotti.portavoce della campagna Sbilanciamoci!, è autore di diversi saggi tra cui: “Le ambiguità degli aiuti umanitari” (Feltrinelli 2003), “Come fare politica senza entrare in un partito” (Feltrinelli 2006), “Sbilanciamo l’economia” (con Mario Pianta, Laterza 2013), “Enrico Berlinguer. L’austerità giusta” (Jaca Book 2014), “Alex Langer. La conversione ecologica” (Jaca Book 2015), “La sinistra che verrà” (con Giuliano Battiston, minimum fax 2018), “Il giovane Marx” (Jaca Book 2021), “Se la classe inferiore sapesse” (People 2022).
Alessandro Sipolo, nasce in provincia di Brescia nel 1986. Nel 2013 pubblica il suo primo album Eppur bisogna andare, prodotto da Giorgio Cordini, storico chitarrista di Fabrizio De André.
Il disco, concept album sul tema della “resistenza”, intesa sia in senso storico che quotidiano, vince il premio Beppe Gentile 2014 come migliore album d’esordio.
Nel 2015 pubblica il suo secondo album Eresie, prodotto con la collaborazione artistica di Taketo Gohara e Giorgio Cordini e impreziosito dalla partecipazione di grandi artisti quali, tra gli altri, Ellade Bandini, Finaz (Bandabardò) e Alessandro “Asso” Stefana. Nel 2019 esce il terzo album Un altro equilibrio, il cui tour conta più di sessanta date tra Italia e Francia.
Ha partecipato a diverse prestigiose rassegne di arte e cultura, sia in Italia che all’estero. Nel 2024 è uscito il quarto album D’io Matria Vaniglia: il titolo fa il verso allo slogan “Dio, Patria, Famiglia”, tornato prepotentemente di moda con le ultime inquietanti versioni del nazionalismo. D’io, con l’apostrofo, è lo sguardo distolto dal cielo e rivolto all’umano; Matria è la terra accogliente, luogo dai confini permeabili contrapposto alla Patria, guerresca e identitaria; Vaniglia è il profumo volatile del piacere, opposto alle “radici” del dovere tradizionale.
Parallelamente all’attività musicale svolge, dal 2010, attività di ricerca, progettazione e coordinamento in materia di servizi all’immigrazione e sociologia della criminalità organizzata.
E’ fondatore e coordinatore della rassegna culturale Umanità Migrante e della Scuola Popolare Antimafia di Brescia, istituita e gestita in collaborazione con il Professor Nando dalla Chiesa.
Nel settembre 2025 riceve la menzione speciale del Premio Pio La Torre per l’impegno nella promozione di una cultura antimafiosa e nell’ottobre dello stesso anno il premio nella sezione musica del Concorso Internazionale Amico Rom, per la capacità di divulgare, anche attraverso la musica, una corretta rappresentazione delle popolazioni rom e sinte.

Abbasso tutte le guerre
Lettera ai giudici. Lettera ai cappellani militari (Il pozzo di Giacobbe, 2025)
Venerdì 1 maggio, ore 18.00
l’autore Sergio Tanzarella in dialogo con Battista Villa (Pax Christi)
Donizetti Studio – P.zza Cavour 15, Bergamo
Ingresso: Accesso libero
Nel febbraio del 1965 i cappellani militari in congedo della Toscana emanano un comunicato stampa accusando i giovani italiani obiettori di coscienza di essere dei vili. In loro difesa interviene don Milani con una lettera aperta agli stessi cappellani nella quale chiede rispetto per chi accetta il carcere per l’ideale della nonviolenza. Per questa sua lettera Milani viene denunciato da un gruppo di ex combattenti e messo sotto processo. Impossibilitato a parteciparvi per l’aggravamento del tumore che lo porterà, di lì a poco, alla morte, Milani scriverà una memoria difensiva sotto forma di lettera ai giudici. In essa la storia civile dell’Italia unita viene riletta senza retorica celebrativa come storia feroce di guerre, di spietato colonialismo, di sopraffazione di poveri. La lettera, vero manifesto contro l’obbedienza cieca, metterà anche sotto accusa la illusoria deresponsabilizzazione dell’esecuzione di ordini, anche omicidi, impartiti da un’autorità. Le due lettere di Milani sono accompagnate da note che ne chiariscono il senso e le relazioni con la sua opera.
Nella postfazione il curatore ricostruisce lo svolgersi del processo grazie ad inedite lettere e carte processuali.
Sergio Tanzarella è ordinario di storia della Chiesa presso la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale. È stato uno dei curatori dell’opera omnia di don Milani edito da Mondadori.