Presso: Comunità del Paradiso, via Cattaneo 7, Bergamo
Relatore: prof. Paolo Sabbioni, Professore associato di istituzioni di diritto pubblico, Università Cattolica di Milano, già Sindaco di Melzo
Dalla visione costituzionale alla pratica amministrativa: come i Comuni possono essere costruttori di pace. Un focus su comportamenti e decisioni quotidiane che danno forma al bene comune. Un’occasione per riflettere su una politica locale capace di generare pace.
A seguire: racconto di esperienze significative e laboratori sul tema della pace e delle amministrazioni.
Strategie mediatiche del bellicismo e risposte di pace
Lunedì 9 Marzo ore 21:00
Presso: Fondazione Serughetti La Porta
Giuseppe Mazza, copywriter, docente di Comunicazione
I media operano per imporre la guerra come nuova normalità. Lo fanno in modo incessante, diffondendo opinioni unanimi e organizzando l’informazione. Così la guerra moderna conferma la sua natura fondamentale: un’aggressione delle classi dirigenti contro i popoli. Guardare da vicino e comprendere questa colossale opera di propaganda è fondamentale. D’altra parte, la larghissima maggioranza delle persone mantiene un’irriducibile contrarietà al bellicismo: e anche questa opera di capillare e spesso silenzioso rifiuto del messaggio di potere è da analizzare, comprendere e valorizzare.
PROGRAMMA COMPLETO:
Lunedì 9 marzo ore 21 ARRUOLARE LA MENTE. Strategie mediatiche del bellicismo e risposte di pace Giuseppe Mazza, copywriter, docente di Comunicazione
Lunedì 16 marzo ore 21 GUERRE IN CODICE. Come le intelligenze artificiali resettano le democrazie Paolo Barcella, docente di Storia Contemporanea, Università di Bergamo discute con l’autore Michele Mezza, giornalista e docente Università Federico II, Napoli
Giovedì 26 marzo ore 21 EUROPA A MANO ARMATA. La nuova militarizzazione europea e le alternative. Paolo Maranzano, ricercatore di Statistica Economica, Università Milano-Bicocca; Fondazione Eni Enrico Mattei Futura D’Aprile, giornalista freelance e ricercatrice
Venerdì 10 aprile ore 21 UN ESERCITO PER L’EUROPA? Sicurezza e difesa comune fra ambizioni geopolitiche e crisi dell’‘ombrello atlantico’ Gianluca Pastori, docente di Storia delle relazioni politiche tra Nord America ed Europa, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
Un ciclo di tre film per tornare alle guerre dei Balcani a trent’anni dagli accordi di Dayton
Mercoledì 19 novembre ore 21 Quo vadis, Aida? 2020, Regia di Jasmila Žbanić scheda film
Mercoledì 26 novembre ore 21 A perfect day, 2015, Regia di Fernando León de Aranoa scheda film
Mercoledì 3 dicembre ore 21 L’assedio. Gente di Sarajevo, 2015, Regia di Giancarlo Bocchi scheda film
Presso: Sala Qoelet, via Leone XIII, 22 Bergamo
Trent’anni dopo la sigla degli accordi di pace gli effetti a lungo termine della divisione politica e etnica nei Balcani si fanno ancora sentire. Torniamo oggi a quel conflitto durante il quale si utilizzarono, forse per la prima volta dalla fine delle seconda guerra mondiale, categorie come genocidio, pulizia etnica; torniamo a quel conflitto che suscitò una delle più grandi mobilitazioni della società civile europea che chiedeva alla comunità politica di intervenire per mettere fine all’assedio di Sarajevo e al massacro e alla deportazione della popolazione civile; torniamo lì dove cominciammo a mettere in dubbio che il monito MAI PIU’ emerso dopo la seconda guerra mondiale potesse essere veramente una bussola di riferimento; torniamo infine lì dove le iniziative del movimento pacifista e nonviolento sperimentò forme di interposizione e di cooperazione decentrata che anche a Bergamo ebbero grande seguito.
E non sbagliamo se ci pare che tutto ciò riguardi Gaza.
Torniamo a Sarajevo per riflettere sulle guerre di oggi e lo facciamo con il cinema, uno strumento inconsueto per noi della Porta ma che, in questa occasione, può risultare convincente. Ringraziamo perciò l’associazione Le Piane e la sala Qoelet per la collaborazione e la copromozione dell’iniziativa.
Un centro studi e un media specializzato sull’Europa sud-orientale, la Turchia, l’Europa orientale e il Caucaso e sulle politiche dell’UE in tema di libertà dei media, società civile, allargamento ad Est e politiche di coesione. Nato nel 2000 in risposta al bisogno di informazione e dibattito espresso dalla società civile impegnata per l’integrazione dei Balcani nell’UE, OBCT promuove la costruzione dell’Europa dal basso sviluppando le relazioni transnazionali e sensibilizzando l’opinione pubblica su aree al cuore di numerose sfide europee.
Testo completo degli Accordi di Dayton – Accordi Quadro Generali per la Pace in Bosnia ed Erzegovina (General Framework Agreement for Peace in Bosnia and Herzegovina)| Link
Ivetic Egidio. Trent’anni dopo la Jugoslavia. I Balcani come Medioriente europeo. Il Mulino, 29 giugno 2025 | link
Elvira Jukić-Mujkić Elvira. Bosnia Erzegovina, venticinque anni dopo gli Accordi di Dayton. Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa (OBCT), Trento/Rovereto, 23 novembre 2020 | link
Andrea Oskari Rossini Bratunac, Una cooperativa formata in prevalenza da donne serbe e musulmane ha dato vita ad una solida realtà economica nella Bosnia orientale, attraverso il coinvolgimento di una rete di partner italiani e bosniaci, Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa | link
Archivio Fondazione Serughetti La Porta
La Porta Bergamo, Srebrenica, trent’anni dopo, lezione (Webinar) 14 maggio 2025 | link
Janigro Nicole, Letteratura e storia: il caso dei Balcani fra fiction e dramma, in Quaderno 77: Un’idea di Europa, La Porta Bergamo | link
Percorso di introduzione alla Mediazione Umanistica
15, 30 novembre e 13 dicembre dalle 15:00 alle 18:00 Presso: Fondazione Serughetti la Porta
Numero massimo di partecipanti: 25
Il percorso è rivolto a tutti
La Mediazione Umanistica, fondata da Jacqueline Morineau, è un approccio che pone al centro la persona e il suo vissuto emotivo, trasformando il conflitto in un’occasione di incontro e riconoscimento reciproco. Non cerca solo un accordo, ma la riconciliazione interiore e relazionale, restituendo senso e dignità a tutte le parti coinvolte. Solo accettandone la complessità possiamo costruire relazioni autentiche e società più vive, capaci di trasformare la paura e la divisione in dialogo e responsabilità.
1° incontro | 15 novembre: “Parla che ti ascolto” Ascoltare con il cuore per accogliere il vissuto e le ragioni dell’altro: lo stile della Mediazione Umanistica
2° incontro | 30 novembre: Incontrare il Conflitto Quando l’incontro si tramuta in scontro – o addirittura in reato – come fare ad incontrare l’altro difficile?
3° incontro | 13 dicembre: Allestire Dialoghi Generativi Dare forma a una comunità che incontra le proprie ferite ed esercita la propria responsabilità:
“L’Elogio del Conflitto” è uno degli appuntamenti della seconda edizione della Scuola Popolare di Nonviolenza VAI ALLA PAGINA
APPROFONDISCI
Il Centro di Giustizia Riparativa “InConTra”, in continuità con la sua storia passata legata alla Caritas diocesana di Bergamo, offre uno spazio per programmi di giustizia riparativa per persone indicate come autori di reato e per le vittime; propone azioni di sensibilizzazione, di progettazione e di realizzazione di attività con scuole, enti locali, istituzioni, comunità, network ecc., caratterizzandosi per interventi sociali generativi orientati alle pratiche riparative
Attualmente il Centro di Giustizia riparativa è cuore pulsante delle attività dell’associazione ETS InConTra.
Nel mese di agosto 2025 ETS InConTra è stato individuato dalla Conferenza locale afferente alla Corte d’appello di Brescia e dal Ministero di Giustizia come ente riconosciuto ad attuare programmi di giustizia riparativa nei territori di riferimento di Brescia, Bergamo, Cremona e Mantova.
Fondazione Serughetti - Centro Studi e Documentazione La Porta - ETS
Altri Organizzatori
Associazione italiana Amici di Neve Shalom Wahat al-Salam
Si occupa di diffondere i valori del villaggio e di raccolta fondi per sostenere le sue attività; organizza incontri pubblici e laboratori di educazione alla pace nelle scuole; invia stagisti e volontari al Villaggio; organizza viaggi di conoscenza in Israele e Palestina. Presidente dell’Associazione è Brunetto Salvarani, saggista, teologo e giornalista.
The School for Peace
Chiesa evangelica valdese
Luogo
La Porta
v.le Papa Giovanni XXIII 30 Bergamo
Fondazione Serughetti
Centro studi e documentazione
Hezzi Schuster, direttore del Centro Spirituale Pluralista di Comunità di Neve Shalom Wahat al Salam Samah Salaime, co-direttrice delle istituzioni educative di Neve Shalom Wahat al Salam
Presso: Fondazione Serughetti La Porta
Una serata dedicata a comprendere come sia possibile mantenere aperto il dialogo in tempi in cui la violenza tra le parti è il codice prevalente.
Neve Shalom Wahat al-Salam è una comunità spontanea di ebrei e palestinesi, tutti di cittadinanza israeliana, che hanno scelto di vivere insieme in equità e di nutrire, anche ora, l’interazione nonviolenta.
Introduzione a cura del Comitato bergamasco per la difesa della Costituzione Relatore: Giulio Enea Vigevani, professore ordinario di Diritto costituzionale, Università degli Studi di Milano-Bicocca
Un ciclo di tre film per tornare alle guerre dei Balcani a trent’anni dagli accordi di Dayton
Mercoledì 19 novembre ore 21 Quo vadis, Aida? 2020, Regia di Jasmila Žbanić scheda film
Mercoledì 26 novembre ore 21 A perfect day, 2015, Regia di Fernando León de Aranoa scheda film
Mercoledì 3 dicembre ore 21 L’assedio. Gente di Sarajevo, 2015, Regia di Giancarlo Bocchi scheda film
Presso: Sala Qoelet, via Leone XIII, 22 Bergamo
Trent’anni dopo la sigla degli accordi di pace gli effetti a lungo termine della divisione politica e etnica nei Balcani si fanno ancora sentire. Torniamo oggi a quel conflitto durante il quale si utilizzarono, forse per la prima volta dalla fine delle seconda guerra mondiale, categorie come genocidio, pulizia etnica; torniamo a quel conflitto che suscitò una delle più grandi mobilitazioni della società civile europea che chiedeva alla comunità politica di intervenire per mettere fine all’assedio di Sarajevo e al massacro e alla deportazione della popolazione civile; torniamo lì dove cominciammo a mettere in dubbio che il monito MAI PIU’ emerso dopo la seconda guerra mondiale potesse essere veramente una bussola di riferimento; torniamo infine lì dove le iniziative del movimento pacifista e nonviolento sperimentò forme di interposizione e di cooperazione decentrata che anche a Bergamo ebbero grande seguito.
E non sbagliamo se ci pare che tutto ciò riguardi Gaza.
Torniamo a Sarajevo per riflettere sulle guerre di oggi e lo facciamo con il cinema, uno strumento inconsueto per noi della Porta ma che, in questa occasione, può risultare convincente. Ringraziamo perciò l’associazione Le Piane e la sala Qoelet per la collaborazione e la copromozione dell’iniziativa.
Un centro studi e un media specializzato sull’Europa sud-orientale, la Turchia, l’Europa orientale e il Caucaso e sulle politiche dell’UE in tema di libertà dei media, società civile, allargamento ad Est e politiche di coesione. Nato nel 2000 in risposta al bisogno di informazione e dibattito espresso dalla società civile impegnata per l’integrazione dei Balcani nell’UE, OBCT promuove la costruzione dell’Europa dal basso sviluppando le relazioni transnazionali e sensibilizzando l’opinione pubblica su aree al cuore di numerose sfide europee.
Testo completo degli Accordi di Dayton – Accordi Quadro Generali per la Pace in Bosnia ed Erzegovina (General Framework Agreement for Peace in Bosnia and Herzegovina)| Link
Ivetic Egidio. Trent’anni dopo la Jugoslavia. I Balcani come Medioriente europeo. Il Mulino, 29 giugno 2025 | link
Elvira Jukić-Mujkić Elvira. Bosnia Erzegovina, venticinque anni dopo gli Accordi di Dayton. Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa (OBCT), Trento/Rovereto, 23 novembre 2020 | link
Andrea Oskari Rossini Bratunac, Una cooperativa formata in prevalenza da donne serbe e musulmane ha dato vita ad una solida realtà economica nella Bosnia orientale, attraverso il coinvolgimento di una rete di partner italiani e bosniaci, Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa | link
Archivio Fondazione Serughetti La Porta
La Porta Bergamo, Srebrenica, trent’anni dopo, lezione (Webinar) 14 maggio 2025 | link
Janigro Nicole, Letteratura e storia: il caso dei Balcani fra fiction e dramma, in Quaderno 77: Un’idea di Europa, La Porta Bergamo | link
Un ciclo di tre film per tornare alle guerre dei Balcani a trent’anni dagli accordi di Dayton
Mercoledì 19 novembre ore 21 Quo vadis, Aida? 2020, Regia di Jasmila Žbanić scheda film
Mercoledì 26 novembre ore 21 A perfect day, 2015, Regia di Fernando León de Aranoa scheda film
Mercoledì 3 dicembre ore 21 L’assedio. Gente di Sarajevo, 2015, Regia di Giancarlo Bocchi scheda film
Presso: Sala Qoelet, via Leone XIII, 22 Bergamo
Trent’anni dopo la sigla degli accordi di pace gli effetti a lungo termine della divisione politica e etnica nei Balcani si fanno ancora sentire. Torniamo oggi a quel conflitto durante il quale si utilizzarono, forse per la prima volta dalla fine delle seconda guerra mondiale, categorie come genocidio, pulizia etnica; torniamo a quel conflitto che suscitò una delle più grandi mobilitazioni della società civile europea che chiedeva alla comunità politica di intervenire per mettere fine all’assedio di Sarajevo e al massacro e alla deportazione della popolazione civile; torniamo lì dove cominciammo a mettere in dubbio che il monito MAI PIU’ emerso dopo la seconda guerra mondiale potesse essere veramente una bussola di riferimento; torniamo infine lì dove le iniziative del movimento pacifista e nonviolento sperimentò forme di interposizione e di cooperazione decentrata che anche a Bergamo ebbero grande seguito.
E non sbagliamo se ci pare che tutto ciò riguardi Gaza.
Torniamo a Sarajevo per riflettere sulle guerre di oggi e lo facciamo con il cinema, uno strumento inconsueto per noi della Porta ma che, in questa occasione, può risultare convincente. Ringraziamo perciò l’associazione Le Piane e la sala Qoelet per la collaborazione e la copromozione dell’iniziativa.
Un centro studi e un media specializzato sull’Europa sud-orientale, la Turchia, l’Europa orientale e il Caucaso e sulle politiche dell’UE in tema di libertà dei media, società civile, allargamento ad Est e politiche di coesione. Nato nel 2000 in risposta al bisogno di informazione e dibattito espresso dalla società civile impegnata per l’integrazione dei Balcani nell’UE, OBCT promuove la costruzione dell’Europa dal basso sviluppando le relazioni transnazionali e sensibilizzando l’opinione pubblica su aree al cuore di numerose sfide europee.
Testo completo degli Accordi di Dayton – Accordi Quadro Generali per la Pace in Bosnia ed Erzegovina (General Framework Agreement for Peace in Bosnia and Herzegovina)| Link
Ivetic Egidio. Trent’anni dopo la Jugoslavia. I Balcani come Medioriente europeo. Il Mulino, 29 giugno 2025 | link
Elvira Jukić-Mujkić Elvira. Bosnia Erzegovina, venticinque anni dopo gli Accordi di Dayton. Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa (OBCT), Trento/Rovereto, 23 novembre 2020 | link
Andrea Oskari Rossini Bratunac, Una cooperativa formata in prevalenza da donne serbe e musulmane ha dato vita ad una solida realtà economica nella Bosnia orientale, attraverso il coinvolgimento di una rete di partner italiani e bosniaci, Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa | link
Archivio Fondazione Serughetti La Porta
La Porta Bergamo, Srebrenica, trent’anni dopo, lezione (Webinar) 14 maggio 2025 | link
Janigro Nicole, Letteratura e storia: il caso dei Balcani fra fiction e dramma, in Quaderno 77: Un’idea di Europa, La Porta Bergamo | link
Percorso di introduzione alla Mediazione Umanistica
15, 30 novembre e 13 dicembre dalle 15:00 alle 18:00 Presso: Fondazione Serughetti la Porta
Numero massimo di partecipanti: 25
Il percorso è rivolto a tutti
La Mediazione Umanistica, fondata da Jacqueline Morineau, è un approccio che pone al centro la persona e il suo vissuto emotivo, trasformando il conflitto in un’occasione di incontro e riconoscimento reciproco. Non cerca solo un accordo, ma la riconciliazione interiore e relazionale, restituendo senso e dignità a tutte le parti coinvolte. Solo accettandone la complessità possiamo costruire relazioni autentiche e società più vive, capaci di trasformare la paura e la divisione in dialogo e responsabilità.
1° incontro | 15 novembre: “Parla che ti ascolto” Ascoltare con il cuore per accogliere il vissuto e le ragioni dell’altro: lo stile della Mediazione Umanistica
2° incontro | 30 novembre: Incontrare il Conflitto Quando l’incontro si tramuta in scontro – o addirittura in reato – come fare ad incontrare l’altro difficile?
3° incontro | 13 dicembre: Allestire Dialoghi Generativi Dare forma a una comunità che incontra le proprie ferite ed esercita la propria responsabilità:
“L’Elogio del Conflitto” è uno degli appuntamenti della seconda edizione della Scuola Popolare di Nonviolenza VAI ALLA PAGINA
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Il Centro di Giustizia Riparativa “InConTra”, in continuità con la sua storia passata legata alla Caritas diocesana di Bergamo, offre uno spazio per programmi di giustizia riparativa per persone indicate come autori di reato e per le vittime; propone azioni di sensibilizzazione, di progettazione e di realizzazione di attività con scuole, enti locali, istituzioni, comunità, network ecc., caratterizzandosi per interventi sociali generativi orientati alle pratiche riparative
Attualmente il Centro di Giustizia riparativa è cuore pulsante delle attività dell’associazione ETS InConTra.
Nel mese di agosto 2025 ETS InConTra è stato individuato dalla Conferenza locale afferente alla Corte d’appello di Brescia e dal Ministero di Giustizia come ente riconosciuto ad attuare programmi di giustizia riparativa nei territori di riferimento di Brescia, Bergamo, Cremona e Mantova.
Percorso di introduzione alla Mediazione Umanistica
15, 30 novembre e 13 dicembre dalle 15:00 alle 18:00 Presso: Fondazione Serughetti la Porta
Numero massimo di partecipanti: 25
Il percorso è rivolto a tutti
La Mediazione Umanistica, fondata da Jacqueline Morineau, è un approccio che pone al centro la persona e il suo vissuto emotivo, trasformando il conflitto in un’occasione di incontro e riconoscimento reciproco. Non cerca solo un accordo, ma la riconciliazione interiore e relazionale, restituendo senso e dignità a tutte le parti coinvolte. Solo accettandone la complessità possiamo costruire relazioni autentiche e società più vive, capaci di trasformare la paura e la divisione in dialogo e responsabilità.
1° incontro | 15 novembre: “Parla che ti ascolto” Ascoltare con il cuore per accogliere il vissuto e le ragioni dell’altro: lo stile della Mediazione Umanistica
2° incontro | 30 novembre: Incontrare il Conflitto Quando l’incontro si tramuta in scontro – o addirittura in reato – come fare ad incontrare l’altro difficile?
3° incontro | 13 dicembre: Allestire Dialoghi Generativi Dare forma a una comunità che incontra le proprie ferite ed esercita la propria responsabilità:
“L’Elogio del Conflitto” è uno degli appuntamenti della seconda edizione della Scuola Popolare di Nonviolenza VAI ALLA PAGINA
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Il Centro di Giustizia Riparativa “InConTra”, in continuità con la sua storia passata legata alla Caritas diocesana di Bergamo, offre uno spazio per programmi di giustizia riparativa per persone indicate come autori di reato e per le vittime; propone azioni di sensibilizzazione, di progettazione e di realizzazione di attività con scuole, enti locali, istituzioni, comunità, network ecc., caratterizzandosi per interventi sociali generativi orientati alle pratiche riparative
Attualmente il Centro di Giustizia riparativa è cuore pulsante delle attività dell’associazione ETS InConTra.
Nel mese di agosto 2025 ETS InConTra è stato individuato dalla Conferenza locale afferente alla Corte d’appello di Brescia e dal Ministero di Giustizia come ente riconosciuto ad attuare programmi di giustizia riparativa nei territori di riferimento di Brescia, Bergamo, Cremona e Mantova.
Solo pochi anni fa, nessuno avrebbe potuto immaginare che ci saremmo ritrovati all’improvviso in un clima di guerra. Politici, intellettuali e giornalisti fanno a gara per trovare argomenti a favore del riarmo e per convincerci che dobbiamo riscoprire il nostro ‘spirito bellico’. In un mondo in cui il motto più ripetuto è «si vis pacem, para bellum» è diventato allora particolarmente urgente domandarsi se si possa pensare la pace a partire dalla pace e non dalla guerra. È possibile solo se mettiamo la pace al principio e non alla fine, così da impedire di giustificare in suo nome atti e comportamenti che la rendono sempre più precaria, se non addirittura irraggiungibile. Occorre ragionare sui mali del mondo, e sulla guerra in particolare, cambiando il nostro punto di vista e muovendo da un presupposto diverso rispetto a quello che ci vuole nemici gli uni degli altri. Perché è la guerra a essere l’interruzione della pace, e non viceversa. E perché non è affatto vero che la guerra appartenga alla ‘natura’ degli esseri umani. Occorre quindi contrastare la ‘narrazione’ che relega la pace nell’‘utopia’ o nell’‘ideale’. Non c’è nulla di naturale nella guerra, e nemmeno nella pace. Ci sono solo le scelte che vengono compiute dai governanti e da chi li sostiene.
Fondazione Serughetti - Centro Studi e Documentazione La Porta - ETS
Altri Organizzatori
Associazione italiana Amici di Neve Shalom Wahat al-Salam
Si occupa di diffondere i valori del villaggio e di raccolta fondi per sostenere le sue attività; organizza incontri pubblici e laboratori di educazione alla pace nelle scuole; invia stagisti e volontari al Villaggio; organizza viaggi di conoscenza in Israele e Palestina. Presidente dell’Associazione è Brunetto Salvarani, saggista, teologo e giornalista.
8 novembre ore 9:00 Presso: Spazio Mutuo Soccorso, via Zambonate 33 – Bergamo
Il laboratorio, condotto da un facilitatore ebreo e uno palestinese della Scuola per la Pace di Neve Shalom – Wahat al-Salam, propone un’esperienza di confronto e riflessione rivolta a studenti, studentesse e giovani tra i 18 e i 25 anni.
Attraverso attività partecipative e il racconto diretto dell’esperienza del villaggio, il laboratorio invita a esplorare il tema del conflitto politico come occasione di dialogo e crescita. Partendo dal contesto israelo-palestinese, l’incontro si apre alle sfide sociali e politiche del nostro Paese, stimolando pensiero critico, immaginazione politica e responsabilità condivisa.
Learning Peace è uno degli appuntamenti della seconda edizione della Scuola Popolare di Nonviolenza VAI ALLA PAGINA
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Wahat al-Salam – Neve Shalom (in arabo ed ebraico “Oasi di pace”, WASNS) è un villaggio abitato da cittadini e cittadine palestinesi ed ebrei israeliani che hanno scelto di condividere la loro vita quotidiana. La comunità si impegna a promuovere la giustizia, la pace e l’uguaglianza nel Paese e nella regione. Situata a metà strada tra Gerusalemme e Tel Aviv-Jaffa, è stata fondata nel 1970 da padre Bruno Hussar sul terreno del monastero di Latrun. Il villaggio rappresenta un modello concreto di uguaglianza, rispetto reciproco e collaborazione, capace di sfidare le narrazioni dominanti di razzismo e discriminazione, nonché quelle alla base del conflitto in corso.
La Scuola per la Pace (SFP) di Neve Shalom – Wahat al-Salam (NSWAS) è stata fondata nel 1979 come prima istituzione educativa in Israele a promuovere un cambiamento su larga scala verso la pace e relazioni più umane, egualitarie e giuste tra palestinesi ed ebrei.
La Scuola per la Pace lavora con gruppi professionali, donne e giovani ebrei e palestinesi, creando un dialogo autenticamente egualitario tra i due popoli. Attraverso workshop, programmi di formazione e progetti speciali, la SFP sviluppa la consapevolezza dei partecipanti sul conflitto e sul loro ruolo in esso, consentendo loro di assumersi la responsabilità di cambiare le attuali relazioni tra ebrei e palestinesi.
“We see our responsibility in the School for Peace to tend to any remnants of Palestinian-Jewish relations as well as maintain the hope for their improvement. We also feel responsible to constantly learn and develop in doing this work.”
The School for Peace, Dialogue in Times of War – An Analysis, 26 febbraio 2024, https://sfpeace.org/dialogue-in-times-of-war/
Un’analisi delle sessioni di dialogo in tempo di guerra tra palestinesi ed ebrei alla Scuola per la Pace | ottobre-dicembre 2023